IL FILO SPINATO E LA RAGNATELA…STORIA DELL’INGANNO DI UN CONFINE

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Ieri sono uscito fotografare perché c’era nebbia.La nebbia è sempre un elemento interessante perché cela le cose lontane ed evidenzia quelle vicine.Potrebbe essere una metafora del mondo,del suo mistero ma anche della sua superficialità.Sta di fatto che per più di un’ora ho scattato solo immagini banali finché il mio sguardo non è stato attratto da questo filo spinato.La prima cosa che ho notato è che c’erano molti ragni che avevano scelto di tessere le loro ragnatele utilizzando come struttura un filo spinato.Immediatamente il mio sguardo,sempre aperto al paradosso,ha notato la asincronia d’intenti tra un uomo che recinta il proprio terreno con un filo spinato per evitare che qualcuno entri nella sua proprietà,e il ragno che utilizza questo confine per tessere un’altro confine,quello della sua tela,che a differenza del filo spinato non serve per avvertire l’eventuale invasore,ma serve per ingannare la preda….
Non vi dico che viaggio ho fatto dentro di me.Pensavo all’uomo che crede di essere padrone della sua proprietà privata e ne diventa schiavo,infatti il filo spinato che lo protegge è lo stesso che lo imprigiona…poi pensavo al ragno che forse,essendo un elemento privo della parte mentale,come tutto ciò che è istintivo,sapeva benissimo che in realtà quel filo spinato era un inganno…per questo c’ha costruito la sua ragnatela.

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