LA FOTOGRAFIA E’ UNA BUGIA…SOPRATUTTO IN AFRICA (Burkina 5-9-2016)

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Ultimo giorno Africano,stasera si riparte.

Cosa rimane di un viaggio come questo? Difficile rispondere alla domanda.

E’ stata un’esperienza totale e assolutamente nuova, passare dal nostro mondo a questo può avere degli effetti sconvolgenti sopratutto per le condizioni di vita che sono certamente meno comode che da noi.

ll clima, la lingua, la cultura, il cibo, tutto è diverso e lo sei anche tu perché diventi improvvisamente lo straniero, quello che viene guardato con sospetto.

Da fotografo non riesco mai a guardare un posto senza cercare un’immagine e, mentre si cerca un’immagine, si indaga la natura delle cose.

Da questo punto di vista per un fotografo l’Africa non è diversa dall’Italia, l’occhio cerca sempre armonia nella forma e in questo non c’è differenza nel mio mondo interiore, quello che cambia sono le situazioni, i colori e le possibilità di fare immagine.

Per un fotografo Europeo fotografare l’Africa è fin troppo facile, ogni scorcio è un paesaggio, ogni persona è un personaggio, ogni fatto è un fatto nuovo ma mi sono reso conto di una cosa, mai come in Africa la fotografia sa mentire.

Tanti, se non tutti i fotografi, si sono domandati almeno una volta nella vita se la fotografia immortali il vero; alcuni sono convinti di si, altri di no, molti non si esprimono.

Io sono convinto che la fotografia fotografi il vero, solo che la verità credo sia un qualcosa in divenire e non un valore assoluto.

Una scena si è ripetuta spesso nel mio girovagare con la macchina fotografica per le campagne africane, molte volte ho incontrato bambini che giocavano, a volte lavoravano giocando, e nell’istante in cui li inquadravo con la reflex il loro volto cambiava espressione.

La loro espressione diventava subito arcigna,quasi di sfida, a volte triste e comunque seria… ma quella non era la verità assoluta che esisteva un istante prima che li inquadrassi:
un istante prima giocavano e ridevano, un secondo dopo erano seri.

Mi sono chiesto quale fosse la verità di quelle immagini, certo non descrivevano la realtà africana ma descrivevano come loro guardavano me, io non stavo fotografando la loro condizione ma il modo con cui loro guardavano me.

E’ vera quell’immagine del bambino africano che mi guarda triste?
Certo che è vera, è la verità di quell’istante, ma quella fotografia diventa una bugia se noi europei gli diamo un valore assoluto colorandola del nostro immaginario.

L’Africa che vediamo noi in uno sguardo di un bambino è piena del nostro senso di colpa, dell’immaginario che i media ci hanno inculcato, dei numerosi soprusi che storicamente abbiamo fatto a queste popolazioni.
Per tutta questa serie di fattori la foto di un bambino africano triste sarà sempre una bugia vista da noi europei.

Quindi la fotografia è quella magia che fotografando il vero, mente spudoratamente perché ferma in un istante qualcosa che è in divenire; La verità appunto.

Mai una fotografia mente come una fotografia dell’Africa vista da noi europei.

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