FOTOGRAFIE GIUSTE O SBAGLIATE?…

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(FOTOGRAFIA DELLA SERIE “SENSAZIONI CONCETTUALI“)

Cosa è giusto in fotografia? Quali sono i parametri che descrivono il bianconero perfetto? E quale è la giusta esposizione? Quando una foto è veramente valida? È il soggetto ritratto a fare la fotografia o l’autore?

Queste e molte altre domande sono parte integrante dell’universo dell’immagine fotografica all’interno del quale  orientarsi non è sempre facile.

Proprio ieri un amico mi chiedeva se un suo bianconero fosse giusto e io ho provato a dargli dei consigli ben consapevole del fatto che poi, in realtà, nessun parametro può essere veramente considerato “esatto” in fotografia, gli unici postulati veri sono il massimo bianco e il massimo nero all’interno del quale tutto può accadere.

In realtà una foto sovraesposta o sottoesposta, sfocata o a fuoco, contrastata o meno, sono tutti elementi che fanno parte di una concezione arbitraria dell’immagine stessa tant’è vero che quando qualcuno, per un motivo o per un’altro supera questi limiti “imposti” da una determinata società in un determinato periodo storico, si parla di “avanguardia” come di una nuova visione delle regole.

Un concetto che fino a qualche decina di anni fa era sopratutto mistico e oggi è divenuto scientifico, è nell’interpretazione dei nostri 5 sensi:

Scienza e misticismo oggi sembrano essere d’accordo sul fatto che i nostri sensi non siano qualcosa che serve a interpretare la realtà, bensì a limitarla. In altre parole, se noi non fossimo limitati dai sensi non avremmo i limiti che ci permettono di vivere la vita così com’è adesso.

L’idea che l’arte sia qualcosa che trascende i sensi nasce proprio da questo concetto.

Torniamo a noi:
Allora quali sono i parametri che decidono cosa la fotografia debba o non debba fare?

Nel nostro mondo sono sostanzialmente due

IL MERCATO e IL BISOGNO DI CONSIDERAZIONE.

Il mercato stabilisce alcuni parametri legati a ciò che risulta vendibile ed ecco che una bella foto di una ragazza postprodotta tipo moda avrà molta più possibilità di piacere alla stessa che una  immagine di lei appena sveglia la mattina in vestaglia, malgrado la seconda sia molto più vicina alla realtà.

Il bisogno di considerazione invece è l’elemento che fa si che molti postino o mostrino foto perché possa essere gratificato dagli altri, con un complimento o un like sui social.

Lo so, vista così la fotografia diventa una cosa molto triste ma per fortuna io ho parlato di ciò che la massa apprezza, esistono molti individui che non si massificano e che hanno un modo diverso di interpretare le cose, malgrado ognuno poi debba fare i conti con le realtà sopracitate fortemente radicate.

Alla fine dei conti allora, come si fa a vedere se una foto è giusta o sbagliata, se è originale o una copia?

Naturalmente io non ho la risposta ma posso dirvi qual’è il mio parametro, quali sono i limiti che io scelgo per decifrare la fotografia.

IO CREDO CHE UN’IMMAGINE DEBBA DIRE QUALCOSA DI NOI E DEBBA SCATURIRE DA UN REALE BISOGNO DI COMUNICARE QUALCOSA, SARÀ QUESTO BISOGNO A CREARE I PARAMETRI DA SEGUIRE, COSÌ COME SI DECIDE DI PRENDERE UNA STRADA PIUTTOSTO CHE UN’ALTRA MENTRE SI PASSEGGIA PER STRADA O QUANDO SI FANNO DELLE SCELTE.

Non sono i parametri tecnici a dire se una foto è sbagliata o meno ma è il bisogno reale di comunicare qualcosa.

Naturalmente questo non deve aprire alla banalizzazione  nascosti dietro il “tutto è possibile” perché la libertà non è fare ciò che si vuole ma piuttosto riconoscere ciò che si sente reale dentro di noi.

 

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