LA PRIORITA’ DI FOTOGRAFARE…

_mg_0087La vita è fatta di priorità“:

mai frase fu più giusta al di la della pubblicità che la utilizzava in maniera ironica.

Cosa è in fondo quello che noi scegliamo come prioritario nella nostra vita?
Spesso si tratta degli obblighi, tipo il lavoro, oppure gli impegni legati alla famiglia o cose analoghe a questa.

A volte sembra che gli impegni ci travolgano e ciò che amiamo passi in secondo piano come  spazzato via dall’onda degli eventi e delle responsabilità.

Mi capita spesso di conoscere persone che vogliono imparare la fotografia e che si impegnano anche nel farlo ma che poi, nel tempo, cadono davanti alla vera maestra di vita, la costanza.

Per quella che è la mia esperienza il discorso legato agli impegni inderogabili che ci lasciano poco spazio per noi stessi e valido fino a un certo punto, tralasciando i casi singolari in cui veramente la situazione non permette scelta, nella maggior parte dei casi non è così, non sono gli impegni ad allontanarci dalla nostra passione, ma la passione stessa.
Mi spiego meglio:

Ci sono persone che hanno ben chiaro cosa amano e cosa no e spesso sono le più determinate nel portare avanti una certa passione, ma la maggior parte di noi ama tante cose e ne porta avanti pochissime e più che altro finisce per perdersi e fare con costanza solo il proprio lavoro.

Ma allora come mai tante persone riescono a portare avanti le loro passioni? Devono per forza diventare degli irresponsabili per farlo?

La risposta a questa cosa me l’ha data la fotografia nel momento in cui ho capito che non ero io a fare la fotografia ma era la fotografia a raccontarmi qualcosa di me. Quella che sembrava essere una passione è diventata un vero e proprio bisogno e da quel momento molte priorità nella vita hanno ruotato rispetto ad essa.

Credo che la costanza in fotografia come in tutto nella vita nasca dal bisogno e non dall’impegno che ci mettiamo, l’impegno è servo del volere ma non è il volere stesso e non vanno mai confusi i due concetti:

Chi smette di fotografare in realtà non ha bisogno di farlo, e se smette avendone bisogno prima o poi dovrà fare i conti con questa sensazione di mancanza.

Chi non ha un reale bisogno della fotografia potrà continuare a fare migliaia di fotografie ricordo ma non fotograferà mai perché il suo intento e il suo bisogno stanno da un’altra parte…

Noi uomini abbiamo bisogno di comunicare, c’è chi sceglie la fotografia per farlo e da quel momento quella sarà una sua priorità…

Nessun impegno potrà mai essere più grande del suo bisogno di esprimere se stesso e di comunicare con gli altri attraverso questo mezzo meraviglioso che è la fotografia…

… E allora accadrà che un giorno di mattina presto si ritrovi sul pontile di Ostia a immortalare un uomo solitario che guarda l’orizzonte… E quell’uomo non potrà essere nessun altro che se stesso…

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