NON MI PIACE! E HO DETTO TUTTO.

INS 281

Non è la prima volta che parlo di questo argomento ma dato che anche il Telegiornale, visto da milioni di persone, dice sempre le stesse cose sarà permesso anche a me ripetermi per le mie poche decine di follower.

La fotografia e il senso estetico sembrano dovere andare di pari passo più delle altre arti.

Se Ci si trova davanti a un quadro astratto che non ci dice niente o davanti a una scultura poco comprensibile sono molto pochi quelli che commentano con un “non mi piace”; i più dicono “non la capisco” e i più saggi tacciono.

Questo accade perché anche chi non ha una cultura enciclopedica intuisce che dietro a un quadro di un’autore o dietro a una scultura possono esserci significati che lui non coglie perché non ha le conoscenze che possano permettergli di godere di quella opera.

Intendiamoci, in tutte le arti ci sono le cose orribili..

anche i grandi autori hanno fatto a volte delle opere discutibili ma comunque queste arti, non fosse altro per la loro età storica, godono del beneficio del dubbio dell’utente medio.

Nella fotografia, arte ben più giovane (1839),questo non accade e tutti si sentono in diritto di esprimere, anche dopo mezzo secondo di visione, un giudizio estetico.

In realtà non è un giudizio estetico ma un giudizio personale che si esprime con un “non mi piace” oppure  “mi piace”, anche quando magari l’interlocutore non è stato interrogato a proposito.

In fotografia tutti credono di potere esprimere un giudizio personalissimo a prescindere dalle proprie capacità critiche e a prescindere dalle argomentazioni.

Quando a qualcuno una foto non piace la guarda schifato, dice “non mi piace” e passa oltre con freddezza, archiviando il caso come farebbe un becchino al cimitero.

Siamo in un paese libero e ognuno può esprimersi, per carità, e anche se un’argomentazione sul giudizio sarebbe gradita nessuno è tenuta a darla…

D’altra parte se ognuno dovesse argomentare con senso quello che fa dalla mattina alla sera ci sarebbe la fila al ponte di Ariccia per suicidarsi visto che la coerenza ha abbandonato la razza umana da qualche migliaio di anni…

ma a parte questo ecco a voi un po di luoghi comuni:

“non mi piace perché…..

-Perché la fotografia si fa con un dito ed è la macchina( o il telefono) che fa belle foto non il fotografo

-Perchè non mi piace come sono venuto ( che sembra quasi un riferimento sessuale)

-Perché non sei tu ( come se tutti si conoscessero alla perfezione nel profondo quando non guardiamo negli occhi nemmeno la tv)

-Perchè non mi emoziona (come se  tu fossi il meridiano di Greenwich dell’emozione e tutto dipendesse da come la vivi)

-Perchè non capisco cosa c’è fotografato (con la grande illusione che le altre cose invece le capisci)

-Perchè mi ricorda mio zio e io lo odio (motivazione nobile e assolutamente condivisibile, chi non odia tuo zio)

-Perchè non è nitida ai bordi ( difetto che potrei dire anche sulla tua silhouette)

-Perchè non mi piace non so dirtelo, non mi piace e basta ( che di tutti quelli elencati è la motivazione migliore).

-etc etc etc…

 

Non c’è dubbio, ognuno che guarda la fotografia si sente protagonista della stessa:

Anche se la foto l’ha scattata un profugo afgano diventa nostra e il giudizio che diamo è insindacabile perché io sono il centro di quella immagine e non si discute!

Anzi, dico a te fotografo, come ti sei permesso di fotografare qualcosa che non risuona nelle mie corde?
Sai che se non mi piace quella foto non esiste?

 

Insomma per farla corta:

La fotografia è il linguaggio più complesso con il quale abbiamo a che fare, lo usano i media, la tv, internet, lo usano le persone comuni sui social, la usano per i documenti storici, per i mobili di ikea e i big mac e i detersivi al limone…

Non vi viene il dubbio che il fatto che il vostro giudizio estetico ( e solo estetico perché entrare nel significato significherebbe chiedere troppo), non è poi così vostro e che quello che state guardando non è la fotografia ma il vostro pregiudizio dell’immagine?

Se non vi viene questo dubbio continuate a scorrere le immagini come quando si giocava a figurine ( ce l’ho ce l’ho mi manca) ma per tutti gli altri un consiglio:

NON È IL LED CHE CI DICE SE L’ELETTRODOMESTICO È ACCESO, QUELLO CI DICE SOLO CHE C’È CORRENTE.

DETTO IN SOLDONI:

OLTRE AD APRIRE LA BOCCA PER PRODURRE SUONI INCONSAPEVOLI PREMETE IL TASTO POWER E ATTENDETE CHE LA CORRENTE FLUISCA IN VOI..

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