OGGETTIVITÀ, EQUILIBRIO E COMPOSIZIONE FOTOGRAFICA…

INS 328

Due concetti a me molto cari sono quello dell’oggettività e dell’equilibrio.

Quanti di noi, scienziati o spiritualisti (tanto per fare una sommaria divisione del pensiero) spesso confondono i due concetti?

Non parlo delle parole; ognuno di noi conosce molto bene la diversità dei due termini, quello che invece vorrei sottolineare io è la risposta emozionale e a volte emotiva a queste due parole.

Credo di non andare molto lontano dalla verità se affermo che a livello subliminale inconscio l’oggettività è vista come una forma di equilibrio, e forse se la osserviamo entro certi limiti potremmo anche azzardare a dire che è abbastanza aderente alla realtà questo concetto.

Ma facciamo la distinzione:

Noi parliamo di qualcosa di oggettivo, quando è visibile,osservabile,quantificabile, apprezzabile allo stesso modo da tutti.

Ciò che rende un qualcosa oggettivo è la dimostrazione scientifica della cosa in atto.

La dimostrazione scientifica è quel qualcosa che cerca di guardare prima, durante e dopo il fenomeno, di ripeterne l’atto e di tracciare ciò che di quell’atto non muta e che quindi può essere definito oggettivo.

Sentivo un famoso psicologo dire che l’affermazione “nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma” è piuttosto un postulato che una legge oggettivamente ( e quindi scientificamente) dimostrata.

Il postulato è un punto arbitrario dal quale si parte in modo da poter tracciare i confini definibili all’interno dei quali fare accadere qualcosa per poterlo misurare e utilizzare.

La matematica parte da postulati, così come la geometria etc etc.

D’altra parte, una volta fatti i conti e costruito l’aereo, l’unico modo per sapere se vola e provare a farlo volare…

Se da una parte è indubbio che anche la matematica ci ha portato a volare, è altrettanto indubbio che non siamo sicuri di non cadere.

e l’equilibrio?

che cosa è?

Prendiamo in prestito la definizione dalla meccanica, anche se non è l’unica definizione di equilibrio possibile ma è quella più vicina al concetto di equilibrio solito:
“…Si parla di equilibrio meccanico quando la sommatoria di tutte le forze esterne e quella di tutti i momenti meccanici esterni risultano nulli…”

In pratica quando le forze contrapposte di un corpo si annullano a vicenda.

Adesso pensiamo a un’equilibrista…

per noi è in equilibrio semplicemente se riesce a non cadere…

Col suo bastone e il suo corpo in piedi su un filo oscilla più o meno vistosamente cercando di annullare le forze che potrebbero spingerlo a cadere da una parte o dall’altra.

per la meccanica questo corpo deve essere fermo, per la realtà oscilla.

Tra l’altro la misurazione delle forze che si annullano dipende dalla nostra capacità di scendere nel particolare…

Se noi vedessimo un atomo di un corpo in equilibrio lo vedremmo muoversi a velocità pazzesca…e non sarebbe fermo per noi, tuttavia un corpo poggiato su di un tavolo può oggettivamente sembraci fermo.

Insomma tutto questo ragionamento per arrivare a una mia personalissima conclusione:

L’uomo vive di postulati infiniti…

non dobbiamo conoscere la meccanica per camminare o per respirare, eppure respiriamo… ma la conoscenza della meccanica ci ha permesso di costruire cose pazzesche…

L’Universo respira e il suo equilibrio è un’onda che continua a muoversi in miliardi di modi diversi in un equilibrio dinamico…qualcuno dice che è in espansione…

Se l’universo forse in un equilibrio meccanico assoluto sarebbe oggettivamente morto.

La composizione fotografica ci parla di questo equilibrio instabile.

Non sono mai le foto rigorosamente geometriche a darci un senso di serenità,di calma e di equilibrio ma piuttosto un paesaggio con pochi elementi disposti su un lago piatto con cielo velato da nuvole bianche.

Anche se oggettivamente noi esseri umani non esistiamo, in realtà c’è un’equilibrio instabile che ci fa vivere…e ciò che conosciamo di noi è sempre inteso tra due postulati che fanno parte della nostra capacità di vedere.

Chi crede che l’oggettività sia l’unico modo per comprendere le cose  dovrebbe capire che esistono due modi di comprendere:

quello di vedere qualcosa di più piccolo di noi e quello di percepire qualcosa di infinitamente più grande.

P.S.

Onore a tutti gli scienziati che con le loro misurazioni ci hanno permesso di tenere in mano una macchina fotografica per poterci esprimere, la mia gratitudine nei vostri confronti è immensa….

Ma onore anche a chi ci ha messo a disposizione questo infinito mondo da fotografare.

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