CHE SENSO HA SCRIVERE CON LA LUCE SE SI CREDE NEL BUIO?

INS 336

Ascoltavo un saggio dei nostri tempi, Mauro Scardovelli….

So che molti di voi non lo conoscono perché molte volte noi occidentali siamo abituati a credere che i saggi siano solo indiani, vestano di arancione, parlino del dio che è in noi e finiscano con la desinenza “anda”

ma io credo esistano molti saggi occidentali che stanno dando un grande contributo alla terra con le loro parole e le loro azioni.

Mauro Scardovelli secondo me è uno di loro.

Se volete vederlo ci sono molti suoi video nella rete.

Il più grande insegnamento che ho avuto da questo grande uomo riguarda un’aspetto così semplice che io non lo avevo mai preso seriamente in considerazione:

Lui dice che quando parliamo dell’uomo e dell’umanità in generale, a parità di osservazioni sensate e intelligenti rispetto allo stesso, quello che fa la differenze è nell’idea iniziale che abbiamo.

Se noi partiamo dal presupposto che l’uomo è fondamentalmente cattivo, e che quindi la sua violenza e la sua idiozia non nasca da una strada sbagliata ma nasca da un’indole che non può che portare al male, allora nonostante la nostra intelligenza e le nostre acute osservazioni  non possiamo far altro che giungere a teorie e a conclusioni distruttive.

In effetti l’idea di potere che governa il mondo non fa altro che credere questo e cercare di rimandare da tutti i media questo concetto.

L’attenzione dei telegiornali a ciò che è violento e insano è costante….

Molti dicono che la violenza e il disastro fa notizia, ed è vero, almeno quanto è vera l’inseminazione culturale che è stata fatta al nostro mondo da secoli oramai,

quell’inseminazione che fa dire a ognuno di noi che in fondo ci meritiamo quello che ci sta accadendo.

D’altra parte l’orrore che ognuno di noi crede di proiettare nell’umanità, quasi come se in quel momento lui fosse parte di un’altra razza o di un’altro pianeta, non è nient’altro che quello che pensiamo di noi stessi.

Un uomo che crede nel suo principio divino ( e ogni volta che chiamo il divino io mi metto a distanza di sicurezza da ogni religione) non farebbe nulla di quello che un uomo occidentale medio fa dalla mattina alla sera,

vivendo nel conflitto, nella frustrazione e nell’idea che avere successo significa surclassare l’altro…

per non parlare della paura che ci accompagna in ogni nostro passo.

Se invece uno parte dal presupposto che l’uomo parte da una luce creativa positiva e che la violenza che manifesta è inconsapevolezza allora quello che vede è diverso.

L’idea che la violenza e che gli orrori vadano giustificati non ha nulla a che vedere con questa idea di partenza, semplicemente si crede che alcuni uomini prendono una strada talmente tanto lontana da questa luce da percepirne solo il buio….

poi sentendosi soli in quel buoi tentano di farci piombare chiunque inciampi nel loro cammino.

Ognuno è responsabile di quello che fa sulla terra, anche chi crede di essere immune a questa legge universale,

e chi crede che molti violenti e usurpatori facciano una gran bella vita, a mio parere, ha una visione ristretta della vita e dell’esistenza…

Scardovelli cerca il vero uomo con le sue parole , io cerco di farlo con la fotografia…

 

L’armonia di una fotografia, vista la sua profondità di lettura, può accompagnarci in mondi interiori che qualcuno non sa nemmeno di avere..

e non parlo della foto di guerra o dei reportage di sciagure, che di certo hanno la loro importanza,

parlo dell’indagine che il fotografo fa su se stesso osservando il mondo attraverso la macchina fotografica.

Una foto può essere più o meno esplicita ma se è vera porta con se un sentire, ed è quel sentire il suo fulcro.

Non lasciamoci ingannare dal sangue e dall’orrore che alcuni immagini immortalano, quello che la fotografia fa veramente è simile a una spirale che ci riporta dentro di noi verso un centro che non arriva mai.

Il reale non è altro che quello che ci fa vibrare veramente, quella musica che risuona dentro di noi e che ognuno conosce ma che molti scelgono di ignorare, preferendo lasciarsi vibrare da una finta musica esteriore.

La fotografia, se è reale, ci manda in mondi infiniti… ma dobbiamo essere disposti a scendere le scale con la certezza che oltre il profondo buio  tutto comincia con la luce.

Non ha un gran senso scrivere con la luce mentre si crede nel buio…

semmai il buio è lo sfondo necessario affinché la luce possa emergere…

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