AL DI LA DEL PRINCIPIO DI PIACERE FOTOGRAFICO

Ho molto riflettuto ieri sul fatto che qualcuno del mio gruppo facebook voglia rinunciare al contest intitolato: “Cosa non fotograferei”. Ne ho tratto una conclusione, ovvero che il contest stia entrando proprio dove speravo entrasse, ovvero nell’essenza stessa della fotografia. Sapete, io capisco tutti colori i quali continuano a girare intorno al principio di piacere visivo della fotografia, in fondo in una prima fase di approccio è anche giusto, in alcuni casi è proprio l’unico modo per relazionarsi con questo linguaggio, molti non andranno mai al di la “del principio di piacere” come direbbe Freud; ma chi ha difficoltà tali da voler mollare è perché ha cominciato a vedere l’essenza stessa della fotografia che non consiste nel mostrare agli altri quello che abbiamo visto noi, cosa che ho creduto per molti anni, ma consiste nel mostrare a noi quello che non vogliamo vedere. Questo mio discorso per molti sarà incomprensibile, altri lo comprenderanno a livello mentale, qualcuno lo avrà già dentro di se, di certo io vi mostro un orizzonte infinito: non tutti sono disposti a spingersi tanto in là… molti preferiscono trastullarsi tra street, paesaggio, e macro. Ricordate, quelli sono esercizi per allenare il cuore a vedere, non hanno nulla a che veder con il senso della fotografia. Se non volete indagare voi stessi, se non volete indagare il desiderio, allora continuerete a cercare il piacere come fase iniziale di un percorso più lungo. Quando il piacere non viene superato si fa droga ed ossessione e allora la fotografia non sarà più una protesi al nostro sguardo, ma diverrà una droga, e in quanto tale non ne potete fare più a meno pur non avendola mai veramente compresa.INS 1158

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