FOTOGRAFARE LA REALTA’

Vi sembrerà assurdo ma questa scena di “Matrix” spiega perfettamente cosa sia la fotografia,almeno dal mio punto di vista.

“non cercare di piegare il cucchiaio,è impossibile” “NON CERCARE DI FOTOGRAFARE LA REALTA’,E’ IMPOSSIBILE”

“cerca di fare l’unica cosa saggia,giungere alla verità,che il cucchiaio non esiste” “CERCA DI FARE L’UNICA COSA SAGGIA,GIUNGERE ALLA VERITA’,CHE I TUOI OCCHI CREANO QUELLO CHE VEDONO”

“allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi ma tu stesso” “ALLORA TI ACCORGERAI CHE L’UNICA COSA REALE CHE PUOI FARE E’ FOTOGRAFARE TE STESSO ATTRAVERSO LO SPECCHIO DI QUELLO CHE CREDI DI VEDERE”

L’UNICA LEGGE DELLA FOTOGRAFIA

10985602_805979359468013_7924554504074812930_nSe la fotografia che scatti in qualche modo non parla di te allora qualcun altro l’ha già scattata,è solo la copia sbiadita di qualcosa che non ti appartiene.

Ma se parla di te è sempre unica……La fotografia è mettersi in gioco,nel gioco dell’esistenza che ci circonda.

TUTTO E’ UNO

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Un semplice sasso grigio su una strada grigia mi ha aperto un mondo.
Un osservatore poco attento vedrebbe solo un sasso in questa immagine,ma l’idea di questo grigio uguale che si staglia tra luci e ombre mi ha fatto tornare in mente la frase che spesso si sente nominare ultimamente “Tutto è uno”.
Proprio il titolo di questa fotografia.
Come il mondo della forma si disegna in un universo nato da un’unico gesto divino,non è un’insegnamento che ho avuto da un maestro zen,ma da un semplice sasso gettato su una strada asfaltata.Una fotografia nasce nel confine di un fotogramma ma se ha qualcosa da raccontare supera quei confini nell’istante stesso in cui la osserviamo.

LA CECITA’

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Quest’immagine per me rappresenta la cecità.
Un volto che crede di vedere ma non ha occhi per farlo.
La cecità è l’elemento che contraddistingue i nostri tempi moderni ed ha mille sfaccettature:
C’è la cecità di chi non vuol vedere,completamente disinteressato a tutto ciò che non corrisponda a un benessere materiale,c’è la cecità di chi crede di vedere,forse la peggiore,la cecità di chi guarda ma non vede e la cecità dell’anima che è quella che ho cercato di rappresentare in questa immagine.
Questi sono due manichini in una vetrina di moda e,come tutti i manichini che mi sono trovato ad osservare,sembrano guardarci da quelle vetrine,vestiti con capi firmati,e indicarci nella loro cecità come diventare ciechi.
Un manichino inerme in una vetrina,chiuso e mostrato alla folla che passa,al giorno d’oggi attira più l’attenzione di un gabbiano che vola nel cielo…La fotografia è tornare a vedere,voglia di scegliere cosa inquadrare e mostrarlo al mondo.
La fotografia è quel modo che abbiamo di fare una scelta decisa racchiusa in un fotogramma;la scelta può essere giusta o sbagliata,profonda o banale,ma è comunque un scelta…scelta di tornare a vedere il mondo con curiosità,scelta di tornare a ritagliare dal mondo delle pillole di verità che ci aiutino a tornare alla nostra essenza e al nostro cuore.
In fondo anche i manichini in questa vetrina,se avessero occhi,potrebbero imparare a fotografare.