LA CONSAPEVOLEZZA DELLA LUCE

11045378_816845021714780_6600927577690889333_n

La cosa più bella che mi ha donato la fotografia è stata la consapevolezza della luce.
Ho cominciato a guardare la luce come una madre divina che trasforma le cose,che si poggia sul mondo per donarle un senso un calore e una forma.
Le ore migliori sono l’alba e il tramonto perché noi apprezziamo meglio le cose quando iniziano o quando stanno per andarsene.Quella luce radente carezza il mondo con raggi dolci tinti di rosso e il mondo è in pace…nonostante le guerre che si fanno gli uomini,ogni tramonto riporta la pace.

LA FOTOGRAFIA CHE FERMA UN TEMPO MAI FERMO

10150774_652991254766825_7267897213590027311_n

A volte capita che noi fotografi fermiamo qualcosa di immenso e unico,qualcosa di così immenso che di certo non ci appartiene.Non so se si tratti di fortuna o di messaggi universali,so solo che quando succede ho la percezione netta che quando si fotografano certi soggetti qualcosa di molto più alto lavora per noi,il fotografo sta li a farsi attraversare dal fulmine di una verità, solo parzialmente consapevole di quello che sta accadendo o che sta per accadere.
Uno scatto fatto a un cinquecentesimo di secondo non può essere visibile agli occhi,ci vuole altro.
Metto qui sotto il commento della ragazza fotografata,forse è molto più importante delle chiacchiere che ho fatto fino ad ora.

LOGO BLOG

LA FOTOGRAFIA E LA PAROLA

10372644_674250685974215_924847404597236831_n

Credo che fosse un famoso fotografo che disse una frase del genere:
Parlare di fotografia è come cantare di ballo.
Credo che intendesse esprimere il concetto in base al quale ogni linguaggio ha la sua specificità e in parte sono in accordo con lui,la fotografia va diritta all’emozione che non ha bisogno del linguaggio parlato o scritto anzi,quando si tenta di spiegare un’emozione a parole spesso la si disidrata del suo senso originario.
Certo che la parola è limitata rispetto ad altri linguaggi e se fosse veramente utilizzata per spiegare una fotografia allora avrebbe ragione il fotografo della frase,ma io vedo il linguaggio della parola come una porta o meglio,come un dito che indica una minuscola porta.
Mi è capitato di tanto in tanto di dialogare con qualcuno di fotografia e non di rado le persone hanno aperto il loro cuore a una immagine solo perché chi la spiegava lo faceva con passione.Molte persone non avrebbero mai aperta quella porta o la avrebbero aperta più tardi se qualcuno non gliela avesse indicata.Oppure magari erano li in attesa che qualcuno gliela indicasse.
Immaginate la parola in fotografia come una poesia a una persona amata,certo che la poesia non descrive l’amore ma lo indica con delicatezza…

 

Credo che bisogna saper parlare di fotografia così come bisogna saper fotografare…ci vuole sensibilità,amore e passione…
LOGO BLOG

QUANDO L’AMORE PER LA REFLEX SUPERA QUELLA PER LA FOTOGRAFIA

11227042_10153517726630295_571086036064277236_n

Ho preso questa triste immagine da un blog di fotografia.Una reflex tenuta in un passeggino per evitare che subisca urti.

Se la vostra “cura” per l’attrezzatura arriva a questi livelli domandatevi se la vostra passione è la fotografia o se siete dei “feticisti” dell’attrezzatura.Ne conosco tanti che non fotografano per evitare di far prendere aria alle loro ottiche 2.8.Ditemi voi che senso ha?

Per quale motivo si compra un qualcosa che serve a fotografare e non lo si utilizza per evitare che si rovini?

Queste persone (e ce ne sono tante) fanno i collezionisti di oggetti e la confondono per fotografia.

Niente di male nell’amare un oggetto (insomma…) ma non confondiamoci;fotografare significa utilizzare l’attrezzatura con uno scopo,se lo scopo è l’attrezzatura forse bisognerebbe dare uno sguardo alle proprie priorità.

 

LA PRIGIONE

IMG_7213f

Normalmente chi ha la passione della fotografia ama anche passeggiare e osservare.Passeggiare e guardarsi intorno è il cibo primo della fotografia.Spesso questa attitudine all’osservazione nasce molto prima della passione per la fotografia,fino a sfociare nella malsana abitudine di vedere tutto attraverso il mirino della reflex,anche quando la reflex non c’è.
In una delle mie lunghe passeggiate spesso mi ritrovavo a costeggiare terreni o abitazioni recintate con quelle reti verdi a rombo,tipiche delle nostre parti.Spesso queste reti comprimono la vegetazione che funge da protezione alla proprietà e io rimanevo affascinato da tutte quelle piccole foglioline che spuntavano dalla rete.Mi sembrava in atto una vera e propria evasione verso il sole…la fuga delle piante dalla costrizione dell’uomo.

Normalmente cerco di distinguere le due cose,se vado a passeggiare lascio a casa la reflex per evitare di fermarmi ogni 5 minuti attratto da qualcosa possa trasformarsi in immagine fotografica.Diciamo che quando cammino e noto qualcosa di fotogenico tendo a ritornare il giorno dopo con la reflex al collo.
Questa immagine nasce da quelle mie osservazioni durante le lunghe passeggiate.Un’immagine semplice:questa spiga che sovrasta un filo spinato racconta una storia secondo me,una storia di libertà,di vita e di morte,di ciò che germoglia e ciò che appassisce.Il fatto che le sfumature ruggine appartengano anche alla spiga,a parere mio,creano quel legame tra la vita e la libertà che va comunque conquistata.
Molti potrebbero dirmi che è un viaggio tutto mio…Vi risponderei semplicemente:
Se questo viaggio non fosse tutto mio non potrebbe mai diventare anche vostro.
A presto

LOGO BLOG