QUANDO L’AMORE PER LA REFLEX SUPERA QUELLA PER LA FOTOGRAFIA

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Ho preso questa triste immagine da un blog di fotografia.Una reflex tenuta in un passeggino per evitare che subisca urti.

Se la vostra “cura” per l’attrezzatura arriva a questi livelli domandatevi se la vostra passione è la fotografia o se siete dei “feticisti” dell’attrezzatura.Ne conosco tanti che non fotografano per evitare di far prendere aria alle loro ottiche 2.8.Ditemi voi che senso ha?

Per quale motivo si compra un qualcosa che serve a fotografare e non lo si utilizza per evitare che si rovini?

Queste persone (e ce ne sono tante) fanno i collezionisti di oggetti e la confondono per fotografia.

Niente di male nell’amare un oggetto (insomma…) ma non confondiamoci;fotografare significa utilizzare l’attrezzatura con uno scopo,se lo scopo è l’attrezzatura forse bisognerebbe dare uno sguardo alle proprie priorità.

 

LA PRIGIONE

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Normalmente chi ha la passione della fotografia ama anche passeggiare e osservare.Passeggiare e guardarsi intorno è il cibo primo della fotografia.Spesso questa attitudine all’osservazione nasce molto prima della passione per la fotografia,fino a sfociare nella malsana abitudine di vedere tutto attraverso il mirino della reflex,anche quando la reflex non c’è.
In una delle mie lunghe passeggiate spesso mi ritrovavo a costeggiare terreni o abitazioni recintate con quelle reti verdi a rombo,tipiche delle nostre parti.Spesso queste reti comprimono la vegetazione che funge da protezione alla proprietà e io rimanevo affascinato da tutte quelle piccole foglioline che spuntavano dalla rete.Mi sembrava in atto una vera e propria evasione verso il sole…la fuga delle piante dalla costrizione dell’uomo.

Normalmente cerco di distinguere le due cose,se vado a passeggiare lascio a casa la reflex per evitare di fermarmi ogni 5 minuti attratto da qualcosa possa trasformarsi in immagine fotografica.Diciamo che quando cammino e noto qualcosa di fotogenico tendo a ritornare il giorno dopo con la reflex al collo.
Questa immagine nasce da quelle mie osservazioni durante le lunghe passeggiate.Un’immagine semplice:questa spiga che sovrasta un filo spinato racconta una storia secondo me,una storia di libertà,di vita e di morte,di ciò che germoglia e ciò che appassisce.Il fatto che le sfumature ruggine appartengano anche alla spiga,a parere mio,creano quel legame tra la vita e la libertà che va comunque conquistata.
Molti potrebbero dirmi che è un viaggio tutto mio…Vi risponderei semplicemente:
Se questo viaggio non fosse tutto mio non potrebbe mai diventare anche vostro.
A presto

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LA FOTOGRAFIA E IL REALE

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Ogni passione,ogni amore,ogni elemento creativo che lasciamo entrare nella nostra vita deve,a parer mio,avere uno scopo di crescita interiore;in realtà sono convinto che questo è lo scopo in ogni caso,che noi ce ne rendiamo conto o meno.La nostra consapevolezza rispetto a questa cosa ci rende solo più o meno pragmatici e nulla più.
Per dirla in parole più semplici,tutto è un mezzo,anche la fotografia.

Credo fermamente che uno smette di fotografare quando diventa fotografo.
Non prendetemi alla lettera,non è il mio scopo,intendo solo dire che quando il sentirsi fotografo supera l’atto del fotografare l’ego prende il posto della creatività e spesso ci si rifugia in una fotografia tecnica che nulla mostra di nuovo al mondo e sopratutto a noi stessi.
Quando si parla di “fotografare la realtà” dovremmo metterci d’accordo quantomeno su quale sia il nostro concetto di realtà.
La presunta oggettività che alcuni fotografi dicono di avere rispetto alla realtà che riproducono in immagini fotografiche,secondo me,è poco più di un malinteso.
Cosa significa reale? Quello che vedono gli occhi?
E cosa vedono gli occhi?
Lo spettro visibile all’occhio umano è una misura microscopica rispetto allo spettro  esistente,e credo che lo spettro esistente sia ben oltre quello che noi abbiamo percepito e scoperto fino ad ora.Noi chiamiamo realtà un granello di polvere nel cosmo,ne fotografiamo un miliardesimo di porzione e crediamo di descrivere la realtà oggettiva.
Credo che quella porzione di realtà può diventare reale solo se passa veramente per noi,per il nostro essere.Se noi troviamo il nostro essere nella nostra immagine,allora avremmo fotografato la realtà….ma non parliamo di oggettivo,ognuno ha il suo livello di coscienza e l’oggettivo si perde in questa misura.
L’oggettivo dell’umanità presente è di poco sopra a soglia del sonno;aspetterei tempi migliori per richiamare questo parametro.

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NUOVA SLIDE FOTOGRAFICA “PERSONAL”

Ecco la nuova slide fotografica che potrete trovare,insieme alle mie altre,sotto al menù “GALLERIA FOTOGRAFICA”-“PERSONAL”

NUOVA SLIDE FOTOGRAFICA “MATRIMONIO”

Nuova slide fotografica sul menù “GALLERIA FOTOGRAFICA”-“MATRIMONIO”.Gino e Francesca Wedding