SENZA CONFINI… (Burkina 10-8-2016)

Nelle foto il Capovillaggio di Pikieko in Burkina Faso

Una cosa molto bella del paese di Koubri è che non esistono confini tra un terreno e l’altro, si può camminare tranquillamente all’interno di campagne senza trovarsi davanti uno steccato o una palizzata. Quei pochi recinti che si incontrano sono fatti di una rete sottilissima e servono ad impedire agli animali di mangiare il raccolto visto che gli stessi girano liberi.

Qui esiste ancora il capo villaggio che ha l’ultima parola su tutto, anche su una transazione tra terreni. La parola del capo villaggio conta più di un contratto scritto tra due persone. All’inizio non comprendevo bene il senso di questa cosa ma poi ho capito, il capo villaggio è l’ultimo baluardo di un mondo che, attraverso la figura del saggio anziano, conserva la tradizione e fa in modo che non si svenda il paese per soldi. Il capo villaggio è l’equivalente del maestro in india, la sua autorità nasce dalla sua esperienza non da titoli di studio e le persone lo rispettano per la sua sapienza. Ma non confondiamoci, spesso il capo villaggio non sa nemmeno scrivere, la sua è una sapienza superiore, una sapienza di vita.

A volte mi ritrovo a pensare se tutta la nostra cultura, tutto il nostro sapere e il nostro filosofeggiare sulla vita, non sia un modo per allontanarla da noi. Io non vedo nel nostro sapere occidentale nulla che ci aiuti veramente nella vita di tutti i giorni; certo, siamo più ricchi e più comodi, ma siamo anche sempre in guerra con noi e con gli altri e la nostra cultura è direttamente proporzionale alla nostra ignoranza. Qui si vive all’aria aperta ci si sveglia con la luce e si va a dormire col buio, la notte non fa paura, puoi attraversare un villaggio immerso nel verde nella più completa oscurità senza la paura di un ladro o di uno stupratore, se incontri qualcuno sul cammino ci sono buone probabilità che ti saluti e ti accompagni a casa…

Credo che noi occidentali siamo stati costretti a comprare una macchina a persona perché non abbiamo nessuno che ci accompagnerebbe a casa solo per il piacere di farlo…
Buona riflessione popolo moderno.

 

IL MERCATO SENZA CAPITALI (Burkina 9-8-2016)

Stamattina mi alzo e Alina mi dice di avere intenzione di andare al mercato di Koubri. Niente di strano visto che ci sono stato già il primo giorno di permanenza in Burkina. La cosa strana è che non siamo andati per comprare ma per vendere; infatti Flavian e Alina vendono un sapone prodotto per la Haily che sembra andare molto bene.
Pochi sanno che io prima di fare il fotografo ho fatto il commerciante ambulante per 20 anni, ho venduto abbigliamento intimo e quindi conosco bene l’ambiente del mercato da noi: invidia, gelosia, lamentela e frustrazione sono i prodotti tipici del carattere di un commerciante medio Italiano,questo a prescindere dall’incasso e dalla situazione economica, inoltre esiste un vero e proprio conflitto che spesso sfocia nella violenza, per la conquista di alcuni posti mercato rimasti liberi.
Immaginate la mia sorpresa quando oggi siamo arrivati e non solo ci hanno fatto posto prestandoci una sedia per sederci; ci hanno parcheggiato le bici all’ombra e comprato dell’acqua il tutto vicino a un’altra signora che vendeva saponi che non ha tradito la minima invidia. Qui i mercato è un luogo sereno e il commercio ha ancora quell’antico sapore di chi vende per vivere non per arricchirsi. Nonostante la povertà e i bambini che lavorano già dalla più tenera età, non ho visto un solo broncio o un solo accenno a una lamentela. Insomma molti commercianti che io conosco dovrebbero farsi qualche giorno qui per tornare a vedere le cose dalla giusta prospettiva.
Più sto qui e più appaiono forti le contraddizioni della nostra società che senza dubbio è affetta da qualcosa di molto grave,la malattia della paura e dell’inconsapevolezza rispetto alla vita.

Siamo veramente convinti che sia il bisogno che ha reso noi europei così conflittuali?
Non sarà che qualche parte della nostra mente ha smesso di funzionare?
Qui dove la povertà dilaga le persone si aiutano e offrono anche se non hanno niente, da noi i nostri averi sono solo la scusa per odiarci e avere paura di perderli…. Gran bel modo di vivere…

LA LIBERTA’ (Burkina 8-8-2016)

Probabilmente un paese si potrebbe definire libero quando animali e bambini possono attraversarlo in solitudine senza rischiare di essere uccisi O rapiti .Qui a Koubri non è strano vedere un maialino passarti davanti, una capretta belare al tuo arrivo e dei bambini di tre quattro anni girare da soli scalzi e sorridenti.
Se penso che questo paese è una colonia Francese che ne deturpa da sempre le ricchezze,e penso alla loro concezione di vita sociale confrontandola con la nostra, mi chiedo chi dei due paesi sia libero.

Un’altra riflessione mi arriva dal significato di ricchezza:
cosa è veramente la ricchezza?
Un telefono cellulare da 1000 euro o un bambino che può girare libero in un paese senza rischiare di essere ucciso da una macchina o rapito da un maleintenzionato?

E mentre passeggio per questi luoghi che potrebbero sembrare antichi, mi accorgo che noi europei nel passato abbiamo lasciato molto di più della nostra storia, forse abbiamo abbandonato li la nostra umanità in nome di un dio falso detto capitalismo.

Forse tra dieci anni il Burkina Faso sarà diverso, forse il cancro della ricchezza attaccherà anche qui, forse in quello che sto vedendo oggi sono i resti di un mondo destinato a finire… ma nel mio cuore spero di sbagliarmi

SI VA IN BURKINA FASO

Tra poco più di 24 ore partirò per il Burkina,un viaggio fotografico che spero mi riempia l’archivio e il cuore…Volevo salutarvi dal mio blog e spero che riuscirò a postare qualcosa durante la permanenza,se non dovessi riuscire ci vediamo a Settembre…

INCONTRO INTERESSANTE…

Premetto che non ritengo Oliviero Toscani un fotografo di talento.Di certo è uno che ha saputo comunicare con la fotografia molto più di tanti talentuosi ma sterili artisti.Nonostante la sua aggressività e la sua scarsa simpatia,mi trovo in accordo con buona parte delle cose che dice…Vi invito ad ascoltarlo….
Tra l’altro credo che la sua grinta,se pur condita da un’ego enorme,descrive un fuoco dentro che in pochi hanno.