LE RICORRENZE, TRA POLEMICHE E MASSIFICAZIONE

CARNEVALONE 36 30X40Normalmente in questo blog scrivo di fotografia ma a volte mi va di esprimere un parere per iscritto e preferisco farlo sul mio canale piuttosto che direttamente su un social, poi magari utilizzo dei link.

Ieri è stata la festa della donna ed è come ogni anno il popolo del web si è diviso tra sostenitori, critiche, speculazioni, frasi più o meno sentite e link più o meno simpatici.

Sono stato per anni un atroce critico di tutto ciò che spinge le persone a fare un qualcosa in funzione dell’usanza o del “dictat” dall’alto, sono sempre stato avverso al mercato e al modo prepotente e nemmeno tanto subdolo di come si insinua in ogni evento umano, che sia più o meno valido, solo ultimamente, sarà l’età, la stanchezza o la ricerca di pace che mi sostiene, comincio a pensarla in maniera diversa.

Non è che io voglia rinnegare i miei pensieri passati o le mie idee sulla struttura del mondo e della società ma ho deciso di spostare un attimo lo guardo e non vedere più la struttura ma più ciò che accade in essa, portando lo sguardo ai particolari e all’uomo.

Credo che nulla di quello che si fa sia in assoluto giusto o sbagliato, bello o brutto, e nessuna festività ha un solo colore. Sono tempi in cui i colori si miscelano creando una tipica confusione “cromatica” , rendendo tutto meno netto.

La nostra brava mente tende a farci vedere solo l’aspetto generico delle cose in modo che le possa catalogare, ma a me sembra che sia sempre tutto meno catalogabile.

Insomma la festa della donna ieri non è stata una sola cosa ma ognuno l’ha vissuta in maniera diversa, dalle critiche alla giovialità ognuno ha messo del suo e tutti, in un modo nell’altro l’abbiamo vissuta. La stessa cosa vale per il Natale o qualsiasi festività si voglia prendere ad esempio.

Quello che voglio dire, in definitiva, è che non si può continuare a nuotare nel mare schifando l’acqua che lo compone, l’unica cosa saggia da fare è nuotare e vedere cosa succede. Siamo noi a dare significato alle cose col nostro sguardo, non il contrario.

E allora se durante una festa, qualunque essa sia, due persone si baciano, quella festa sarà stata l’occasione per amarsi.

 

 

IL DOLORE DEGLI ALTRI…

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Mi rendo conto con sempre maggiore evidenza di quanto tutto passi attraverso il dolore.

Molte volte ci ritroviamo a essere forti e giudizievoli quando si tratta del dolore di qualcun’altro, come se noi potessimo capire cosa l’altro prova.

Il nostro metro di giudizio è la nostra sensibilità e se ti sei adeguato abbastanza ai falsi insegnamenti di questo mondo, col tempo diventerai così arido da non sentire più nulla. È in quel momento che ti farai giudice del dolore e crederai che tutto ciò che tu non puoi più sentire è come se non esistesse.

Schiaccerai l’altro mentre piange e griderai al mondo la tua forza… forse a volte la vista del sangue di un bambino potrà portarti a riflettere ma durerà un’istante, quello che basta a dimenticare.

Le guerre accadono perché fuggiamo dal dolore, non lo vogliamo ascoltare; ma se non ascolti il tuo dolore non sarai in grado di comprendere quando lo starai causando a qualcun’altro.

Quando quel dolore non ascoltato diventerà un mostro di rabbia visibile dai tuoi occhi sarà troppo tardi per ritornare indietro, e allora l’unica tua possibilità sarà fingere di essere forte mentre in realtà stai solo trasformando la tua carne in pietra… insieme al tuo cuore.

Fotografo sguardi che parlano di ingiustizie ataviche, dettate da secoli di dolore inascoltato trasformatosi in guerra e violenza…

Bisogna guardare in profondità per non affogare nel nero della nostra inconsapevolezza

 

 

L’EGOISMO E L’AMORE

A volte si crede che la persona egoista sia una persona che non riesce ad amare altri che se stesso.In realtà l’egoismo è una materia molto più complessa secondo me.
Esiste un egoismo manifesto,più tipico del maschio,e un egoismo subdolo più tipico della donna.In ogni caso l’egoista è colui che non sa assolutamente amare nessuno perché non ha imparato ad amare se stesso.L’egoista è spesso un parassita energetico dell’altro perché non avendo una sua energia vitale cerca di nutrirsi di quella altrui. I peggiori rapporti di egoismo-vampirismo sono quelli familiari,il più tipico è quello madre-figlio, marito-moglie. Nel primo la madre cerca di riconoscere il ruolo di mamma nel quale è incastrata insinuando continui sensi di colpa nel figlio/a , nel secondo il marito maltratta la moglie che spesso lava stira e cucina per lui,e mentre lui alimenta la sua frustrazione aggressiva,lei alimenta il suo masochismo latente.
Di questi rapporti maniacodistruttivi se ne trovano a migliaia e spesso viene confuso il loro reale legame che altro non è se non il “senso di colpa”, con la parola amore… Migliaia di persone muoiono ogni giorno perché si credono accolti tra le braccia dell’amore…
Amare se stessi è l’unico vero modo di amare e non ha nulla a che fare con l’egoismo: amare se stessi significa prendersi le proprie responsabilità di essere vivo senza inficiare la vita dell’altro e non confondendo la propria libertà con l’altrui schiavitù… Se uno sa vivere da solo allora saprà veramente entrare in amore con l’altro…