PERCHE’ FOTOGRAFIAMO?

Ultimamente sul mio gruppo Facebook ho chiesto agli allievi del corso si accompagnare le foto che vengono postate con il “perché” di quella immagine.Magari accompagnandola con la spiegazione delle scelte tecniche e dei metadati.Qualcuno mi ha fatto giustamente notare che una fotografia dovrebbe parlare da sola,non dovrebbe avere una spiegazione scritta o comunque ognuno potrebbe avere un’interpretazione che non corrisponde a quella dell’autore.Vero anche questo.Io però credo che bisogna rilanciare il senso delle cose che si fanno e che,almeno all’inizio per i ragazzi che stanno imparando la fotografia da me,sia importante trasferire oltre al bagaglio tecnico,anche il senso di quello che si fa.

Parlavamo ieri a fine lezione di questo fatto e io dicevo loro che a volte uno dimentica o non si domanda proprio perché fotografa,questo fa si che qualcosa che comincia come una passione autentica,nel tempo si affievolisce o tende a diventare una gara tecnica legata alla nitidezza o alla qualità dell’ottica.Migliaia di fotoamatori ogni giorno passano ore a parlare di ottiche di svariate marche o della capacità di reggere gli alti iso delle reflex.Nemmeno un tecnico pagato dalla casa produttrice ne parla così tanto o con questa verve e,mentre si fa a gara di nitidezza,ci si scorda il senso della fotografia.Ecco che si vedono volte celesti esposte perfettamente,hdr stupefacenti,modelle scontornate dal controluce,ma non si vede una fotografia.Nessuno che sappia dire qualcosa che non si stato già detto da altri.Questo succede perché non ci si è mai chiesto il perché si fotografa.

Quando uno prende una reflex e scatta lo fa per esprimere un concetto,per una visione,per un racconto,per una poesia,anche per un bisogno…ma non lo fa mai,almeno all’inizio,per specchiarsi nella sua bravura.E’ quello il momento importante,è li che si gioca tutto.Quando si comincia si deve dare un senso e una direzione a ciò che si fa,poi il senso e la direzione cambieranno col tempo,ma la domanda rimarrà.

Chiedo ai miei allievi di dirmi il “perché” altrimenti quello che si fotografa non ha un senso.A volte il perché arriva prima dello scatto,a volte arriva dopo…ma esiste,nascosto nelle profondità di un’immagine nata per comunicare e creare.

A tutti gli amatori,masturbatoti di tecnica e attrezzatura dico:

A masturbarsi si diventa ciechi e la cecità non aiuta la fotografia…non specchiatevi in una gamma tonale ampia,semmai cercate una profondità di veduta…

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