COME GIUDICARE UNA FOTOGRAFIA…

Annunci

L’APPUNTAMENTO CON SE STESSI…

INS 424

Stamattina ho avuto l’onore di vedere il Sole sorgere sul Lago.

Potrei prendermi il merito di essermi alzato prestissimo per essere presente a questo appuntamento ma sarei un vero sciocco nel non capire che il vero ospite d’onore non ero certo io con i miei occhi gonfi, ma questa immensa stella che continua imperterrita a dare calore alla Terra.

Quando mi alzo la mattina presto senza un’apparente motivo e prendo la macchina per arrivare in tempo sul lago per vedere cosa stanno facendo i cigni mentre il sole li staglia nel loro candore su quelle acque calme, capisco che qualcuno mi ha fatto incontrare la fotografia per insegnarmi qualcosa di profondo.

Di solito le persone si alzano presto per andare a lavorare.

Molti ritengono folle alzarsi presto per vedere il Sole che illumina il lago, carezzandolo come farebbe una madre col figlio…

mentre a me la fotografia ha dato una scusa per essere li, stamattina.

Non posso che essere grato al Sole e alla fotografia.

La fotografia è un’appuntamento che ti dai con te stesso e la vita,

è un’appuntamento che dai aI miracoli che accadono intorno a te.

Non serve fotografare il Sole, che comunque è miracolo immenso, basta cercare l’armonia che si genera all’interno del mirino per capire che intorno è tutto un miracolo…

per capire che mentre noi corriamo a lavoro, poi corriamo in palestra poi corriamo in vacanza per poi ricorrere di nuovo a lavoro,

intorno a noi le cose si armonizzano in una musica soave e udibile solo a chi si ferma ad ascoltare…

o a guardare…

La fotografia mi ricorda che a volte quello che sembra non essere uno scopo é in realtà lo scopo supremo:

quello di domandarsi il nostro ruolo su questo pianeta.

Mi viene in mente un’episodio che mi accade spesso con i miei amici:

Sapete quando organizzate quegli appuntamenti che non avvengono mai?

Si, dai, quegli appuntamenti infiniti che saltano all’ultimo perché c’è sempre qualcuno che ha una priorità fondamentale che non gli permette di essere li.

Una volta parlavo al telefono con un mio amico che per l’ennesima volta mi diceva che non ci saremmo potuti vedere perché aveva un problema che gli impediva di incontrarmi.

A differenza delle altre volte durante le quali lo giustificai con un semplice “ Alla prossima!”,

quella volta lo provocai dicendogli di immaginare una cosa.

Gli chiesi di immaginare se quella sera invece che l’appuntamento con me avesse avuto un appuntamento di lavoro che gli avrebbe garantito di guadagnare 1.000 euro per il solo fatto di essere presente;

poi gli dissi di rispondermi sinceramente se quel problema che gli impediva di incontrarmi lo avrebbe inibito anche dal’ andare a quell’ipotetico appuntamento…

Dopo queste mie parole ci fù un silenzio che mi parve durare qualche minuto tanto che cominciai a chiedere “pronto” convinto del fatto che fosse caduta la linea…

Non era caduta la linea, il mio amico aveva riattaccato.

L’appuntamento col Sole non ti garantisce nulla sai? A parte il fatto che sei vivo proprio perché il Sole si alza senza motivo e viene a trovarci.

La fotografia è un’appuntamento che diamo a noi stessi, e io cerco sempre di essere li…

non vorrei ritrovarmi un giorno e non riconoscermi più come non riconoscerei più quel mio amico tanto impegnato.

FOTOGRAFIA, INDIVIDUO E MASSA…

_mg_0087

Si continua a fare l’errore di giudicare l’individuo secondo il comportamento della massa, questo nella totale inconsapevolezza del fatto che si tratta di due entità distinte e separate.

Internet in questo è stato esplicativo, è come se avesse fatto un segno evidenziato in giallo su qualcosa che già esisteva.

Le persone, in generale, faticano a immaginare la massa come un’entità a se stante.

Se parli con una persona qualsiasi e cominci a parlare di quell’episodio orribile di violenza collettiva in quella partita allo stadio lei ti dirà con tutto il cuore che si tratta di qualcosa di riprovevole e che il mondo sta impazzendo.

Ci sono due errori di base in questo discorso,

il primo è di credere che quella massa corrisponda al mondo,

il secondo è quello di credere che il mondo sia qualcosa del quale tu non fai parte solo perché in quel momento ti puoi permettere di guardarlo da fuori.

È molto difficile, per chi è vissuto in una realtà culturale come quella occidentale, immaginare una serie di persone uniti in un’energia univoca trasformarsi in una vera e propria entità a se stante.

Anche se l’esperienza dell’isteria collettiva in diverse situazioni accadute più o meno frequentemente nella nostra storia sembra un fatto conclamato e conosciuto, in realtà ci si comporta come se questa forza non esistesse.

Non riusciamo a legare il disagio di un determinato posto o il confort di un’altro all’interazione tra la nostra energia e quella del campo a noi esterno.

Questo elemento è utilizzato ad arte dai media e dalla cultura capitalistica che senza la massa non potrebbe esistere.

Diciamo che a livello culturale  il fatto che di tanto in tanto la massa si calpesti in un concerto o in uno stadio è un fatto trascurabile rispetto all’evidente vantaggio di una massa che può essere controllata e indirizzata sfruttando lo stesso identico meccanismo.

Se non esistessero le masse la nike non sarebbe la nike  perché di certo sarebbe impossibile che milioni di individui scegliessero le stesse scarpe essendo ognuno diverso.

Ma se la massa è una entità a se stante allora è come se fosse un solo individuo ad indossare un solo paio di scarpe.

L’individuo che riconosce la sua individualità è restio nel massificarsi,

mentre in generale le persone confondono la socialità e l’integrazione con l’altro con la massificazione che non integra nient’altro che se stessa.

E come se noi divenissimo atomi di un copro che non sentiamo nostro.

La fotografia è maestra anche in questo aspetto esoterico.

Pensiamo alla composizione fotografica che è forse la capacità più difficile da acquisire in fotografia:

La composizione in una fotografia fa leggere gli elementi della stessa come forme.

Un individuo in primo piano è una forma a se, ma anche una folla vista da lontano è una forma a se.

All’interno del fotogramma, se noi volessimo comporre con una certa armonia, dovremmo essere in grado di trattare una persona in primo piano così come trattiamo una folla;

entrambi a livello di forma devono avere lo stesso peso all’interno dell’immagine affinché ci sia equilibrio.

Affinché un fotogramma possa contenere un uomo singolo e una folla nello stesso spazio, occorre che entrambi si somiglino come forma, occorre che siano due entità simili.

Se pensate al potere come a un fotogramma nel quale vanno inseriti degli elementi in equilibrio ecco che la fotografia può spiegarvi uno dei meccanismi antichi quanto l’uomo.

Per imparare a comporre con consapevolezza in fotografia questo concetto esoterico è fondamentale.

Ma la maggior parte delle persone confonde la fotografia con quello che vede fuori di se, allo stesso modo di come crede che la massa sia un’insieme di individui.

Ecco perché nelle mie foto spesso l’uomo è una silhouette singola che si staglia nell’infinito, perché io credo nella Natura e nell’individuo…

IL POTENTE SPETTACOLO CONTINUA…

INS 410

O me, oh vita! –  di Walt Whitman

Oh me, oh vita !

Domande come queste mi perseguitano,

infiniti cortei d’infedeli,

città gremite di stolti,

che vi è di nuovo in tutto questo,

oh me, oh vita !

Risposta:

Che tu sei qui,

che la vita esiste e l’identità,

Che il potente spettacolo continui,

e che tu puoi contribuire con un verso.

 

Devo essere sincero,

se non fosse stato per il film “L’attimo fuggente” e se non fosse stato per la magnifica interpretazione del grande Robin William, non avrei mai conosciuto questa poesia.

 

Ho sempre visto nelle onde del mare che si infrangono sulla scogliera questa idea abissale di questa poesia, il potente spettacolo che continua nella sua costanza.

 

La scogliera sembra più forte perché ferma l’infrangersi delle onde, ma primo o poi cederà, non avrà la costanza del mare e del suo ondeggiare infinito.

Eppure è la presenza della scogliera a ricordarci del potente spettacolo,

è la forma che la roccia da all’onda che ce ne fa percepire la costanza e la potenza.

Immagino la fotografia come la vita e ogni singola foto come un verso…

mentre “il potente spettacolo continua” …