FOTOGRAFIA TRA COMUNICAZIONE E MARKETING

Anche oggi posto un video dove cerco di spiegare il concetto espresso nel titolo.

A proposito della comunicazione, le persone che mi seguono avranno capito che scelgo sistemi diversi di comunicazione a seconda del messaggio che voglio mandare.

Il video è un messaggio dove io “ci metto la faccia” e quindi potete prendere anche dai miei gesti e le mie espressioni quello che tento di comunicare.

La scrittura invece la utilizzo per mandare messaggi più esoterici, dove è importante essere disposti a stare li a pensare per poter entrare nel senso delle cose che tento di esprimere.

Tutto questo non significa che io ci riesca ma il tentativo è di questo tipo.

Buona giornata a tutti e buona visione

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LA FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO

Un video dove, attraverso la spiegazione di una mia fotografia scattata ieri, cerco di spiegare la mia visione del paesaggio fotografico genere che a volte viene frainteso e confuso col solo paesaggio naturale.

TUTTO BRUCIA…

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Una persona inconsapevole,che un romano come me potrebbe sintetizzare nella parola “coglione”, meno elegante come termine ma più vicina al colore mentale che richiede il pensiero che voglio esprimere, non è in grado di costruire quello che una persona integra e di volontà può fare.

In realtà nemmeno 10 o 100 persone di questo tipo sono in grado di costruire quello che una persona integra sa costruire da sola.

Tuttavia il suddetto “InCOnsapevole” è in grado di fare danni 1000 volte superiori al suo grado di imbecillità…

Pensiamo ad esempio ai piromani.

Quindi l’inconsapevole ha capacità distruttive infinitamente superiori alle capacità costruttive della persona integra.

Questo squilibrio che l’Universo utilizza per conoscere se stesso è il fulcro della nostra esistenza a quanto pare…

L’Universo agisce per infinite possibilità e le possibilità di sbagliare sono decisamente superiori alle possibilità di fare la cosa giusta.

A questo punto qualche spiritualista filosofo del “tutto è uno” potrebbe obiettare che non esiste l’errore perché ogni cosa è esattamente dove deve essere e bla bla bla..

Dico io:

Si è vero che l’Universo nel suo infinito disegno è perfetto, siamo noi microorganismi che possiamo errare nel nostro microrganico mondo e se non esistesse il nostro errore questo non potrebbe far parte della perfezione…

E quindi il nostro errore non è perfetto ma è distruttivo, senza nulla togliere alla distruzione che comunque ha il suo senso…

ma nella distruzione c’è anche tristezza e dolore, altro che!

E quando arriva ce la becchiamo tutta!

Nessuna autentica sofferenza è mai passata perché “tutto è uno”, ma ha avuto bisogno di tempo, pazienza,umiltà coraggio e chissà cos’altro…

 

Quindi un errore piccolo può causare danni enormi cancellano,almeno apparentemente,   infinite possibilità.

Anche se a volte chi compie l’atto che io chiamo errore non lo percepisce così anzi a volte lo vede perfino divertente o stimolante se non piacevole

Adesso, questa differenza tra bene e male sembra non avere storia,

24 ore di fuoco bruciano secoli di foresta…

Questa cosa mi ha fatto pensare che ci deve essere all’interno dell’orrore dell’errore una profonda conoscenza che l’atto di costruire non ha…

Forse una foresta che brucia ci mostra la distruzione che abbiamo dentro e che finalmente possiamo vedere,

o forse quella cenere è la reale forma che la nostra consapevolezza manifesta…

Ecco perché a volte la foto di un’albero incenerito è più vicina all’anima dell’albero,

perché c’è quello che è stato e non possiamo più vedere

e quello che potrebbe essere che ancora non vediamo.

Forse le foreste smetteranno di bruciare quando non avremo più bisogno di odiarci per comprenderci…

Allora  scatto una  foto di un’albero bruciato che somiglia alla terra che lo circonda, sperando che da quella cenere possa rinascere consapevolezza.

QUANTO SONO FELICE!!!

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Che senso ha la vacanza se ami quello che fai nella vita?

Tutti hanno bisogno di staccare da quello che fanno di solito il che significa, più o meno, che la vita che conducono non è quella che vorrebbero.

Certo, la vita non è nostra comunque, semmai si esprime attraverso di noi, ma cosa esprimiamo vivendo sempre nell’inferno per avere 15 giorni di paradiso che poi paradiso non sono mai?

Non posso credere che la mia vita sia fare quello che non voglio quasi sempre per provare a fare quello che voglio per l’un percento del tempo.

E poi fare quello che voglio significa spesso fare quello che fanno gli altri anche quando credo di scegliere.
Esistono i posti di lavoro così come esistono i posti di villeggiatura che devi pure prenotare.

Curiosa questa cosa che devi prenotare la tua libertà.

Sarebbe come se le nuvole volessero prenotare il loro posto nel cielo o il vento il suo posto nell’aria.

Non voglio generalizzare, so che ci sono persone felici, so che molti immortalano la propria gioia col telefonino, ma quando vedo persone fotografare tutto il giorno la loro vacanza mi viene da pensare che forse, immortalata sul telefono, la vacanza sembra più vicina al sogno che ci si era immaginati piuttosto della realtà vissuta.

La fotografia ci racconta in maniera spaventosa, e non servono grandi reportagisti del nostro tempo, ognuno è il suo reportage…

A questo punto una domanda sorge spontanea:

Io fotografo per esprimermi, per lavoro per scelta e per piacere, tu perché lo fai?

Se vuoi farmi vedere quanto sei felice significa che io sono la prova della tua felicità!

No grazie, non mi assumo tale responsabilità.

NON MI PIACE! E HO DETTO TUTTO.

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Non è la prima volta che parlo di questo argomento ma dato che anche il Telegiornale, visto da milioni di persone, dice sempre le stesse cose sarà permesso anche a me ripetermi per le mie poche decine di follower.

La fotografia e il senso estetico sembrano dovere andare di pari passo più delle altre arti.

Se Ci si trova davanti a un quadro astratto che non ci dice niente o davanti a una scultura poco comprensibile sono molto pochi quelli che commentano con un “non mi piace”; i più dicono “non la capisco” e i più saggi tacciono.

Questo accade perché anche chi non ha una cultura enciclopedica intuisce che dietro a un quadro di un’autore o dietro a una scultura possono esserci significati che lui non coglie perché non ha le conoscenze che possano permettergli di godere di quella opera.

Intendiamoci, in tutte le arti ci sono le cose orribili..

anche i grandi autori hanno fatto a volte delle opere discutibili ma comunque queste arti, non fosse altro per la loro età storica, godono del beneficio del dubbio dell’utente medio.

Nella fotografia, arte ben più giovane (1839),questo non accade e tutti si sentono in diritto di esprimere, anche dopo mezzo secondo di visione, un giudizio estetico.

In realtà non è un giudizio estetico ma un giudizio personale che si esprime con un “non mi piace” oppure  “mi piace”, anche quando magari l’interlocutore non è stato interrogato a proposito.

In fotografia tutti credono di potere esprimere un giudizio personalissimo a prescindere dalle proprie capacità critiche e a prescindere dalle argomentazioni.

Quando a qualcuno una foto non piace la guarda schifato, dice “non mi piace” e passa oltre con freddezza, archiviando il caso come farebbe un becchino al cimitero.

Siamo in un paese libero e ognuno può esprimersi, per carità, e anche se un’argomentazione sul giudizio sarebbe gradita nessuno è tenuta a darla…

D’altra parte se ognuno dovesse argomentare con senso quello che fa dalla mattina alla sera ci sarebbe la fila al ponte di Ariccia per suicidarsi visto che la coerenza ha abbandonato la razza umana da qualche migliaio di anni…

ma a parte questo ecco a voi un po di luoghi comuni:

“non mi piace perché…..

-Perché la fotografia si fa con un dito ed è la macchina( o il telefono) che fa belle foto non il fotografo

-Perchè non mi piace come sono venuto ( che sembra quasi un riferimento sessuale)

-Perché non sei tu ( come se tutti si conoscessero alla perfezione nel profondo quando non guardiamo negli occhi nemmeno la tv)

-Perchè non mi emoziona (come se  tu fossi il meridiano di Greenwich dell’emozione e tutto dipendesse da come la vivi)

-Perchè non capisco cosa c’è fotografato (con la grande illusione che le altre cose invece le capisci)

-Perchè mi ricorda mio zio e io lo odio (motivazione nobile e assolutamente condivisibile, chi non odia tuo zio)

-Perchè non è nitida ai bordi ( difetto che potrei dire anche sulla tua silhouette)

-Perchè non mi piace non so dirtelo, non mi piace e basta ( che di tutti quelli elencati è la motivazione migliore).

-etc etc etc…

 

Non c’è dubbio, ognuno che guarda la fotografia si sente protagonista della stessa:

Anche se la foto l’ha scattata un profugo afgano diventa nostra e il giudizio che diamo è insindacabile perché io sono il centro di quella immagine e non si discute!

Anzi, dico a te fotografo, come ti sei permesso di fotografare qualcosa che non risuona nelle mie corde?
Sai che se non mi piace quella foto non esiste?

 

Insomma per farla corta:

La fotografia è il linguaggio più complesso con il quale abbiamo a che fare, lo usano i media, la tv, internet, lo usano le persone comuni sui social, la usano per i documenti storici, per i mobili di ikea e i big mac e i detersivi al limone…

Non vi viene il dubbio che il fatto che il vostro giudizio estetico ( e solo estetico perché entrare nel significato significherebbe chiedere troppo), non è poi così vostro e che quello che state guardando non è la fotografia ma il vostro pregiudizio dell’immagine?

Se non vi viene questo dubbio continuate a scorrere le immagini come quando si giocava a figurine ( ce l’ho ce l’ho mi manca) ma per tutti gli altri un consiglio:

NON È IL LED CHE CI DICE SE L’ELETTRODOMESTICO È ACCESO, QUELLO CI DICE SOLO CHE C’È CORRENTE.

DETTO IN SOLDONI:

OLTRE AD APRIRE LA BOCCA PER PRODURRE SUONI INCONSAPEVOLI PREMETE IL TASTO POWER E ATTENDETE CHE LA CORRENTE FLUISCA IN VOI..