FOTOGRAFIA,CONFINI E LIBERTÀ

L’artista maledetto, quello dell’autodistruzione, quello che ha scambiato il suo essere con un’infinito narcisismo incontrollato, ha oltresì confuso la libertà con l’assenza di confini.
I confini sono il fondamento dell’uomo;
Come potrebbe manifestare la sua infinitezza se non avesse confini?
Ma esistono confini coercitivi e confini reali.
I confini coercitivi non possono essere liberi perché non sono nostri, ma quelli che ci diamo noi sono solo la direzione che imprimiamo al nostro essere individui creativi.
Il vento è la vera libertà dell’aria.

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3 thoughts on “FOTOGRAFIA,CONFINI E LIBERTÀ

  1. totalmente d’accordo, e non solo riguardo la fotografia. Mi hai fatto pensare a millenni d’arte sacra occidentale ed orientale, in cui nonostante i canoni rappresentativi estremamente formalizzati, nonostante il campo dei soggetti ristretto e circoscritto, nonostante la necessità di soddisfare le richieste dei committenti, il genio è sempre riuscito ad esprimere se stesso veicolando messaggi che trascendevano la pura rappresentazione figurativa… e poi arrivò l’ “arte” moderna, la totale “libertà” di esprimere nella stragrande maggioranza dei casi, “monnezza” senza senso alcuno, ne estetico ne etico

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    • In realtà io non me la sento di criticare l’arte contemporanea o le avanguardie artistiche in toto, anche se ci sono indubbiamente delle cose che ti lasciano basito e cose di dubbio valore artistico se non di cattivo gusto. Direi che l’arte contemporanea risente dell’influsso culturale mentale del nostro tempo e quindi si sposta più sul concettuale che sull’estetico o sui canoni della bellezza classica. D’altra parte è inutile negare che l’arte, oggi più che mai, è anche businness, quindi anche questo aspetto influisce tanto sulla reale creatività dell’artista. Però se pensiamo alle avanguardie degli anni 60-70, da Dechamps a Wharol che hanno rimesso in discussione l’artista come colui che “crea con le sue mani” provocando emozioni, facendolo diventare colui che provoca pensiero descrivendo le contraddizioni ipocrite di questa realtà culturale, forse non è proprio tutto da buttare. Ma sarebbe un discorso lunghissimo, forse ci farò un video anche se non credo di avere la preparazione adatta…Grazie sempre dei tuoi commenti e della tua attenzione ai contenuti che posto. 😉

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      • uh, ma non ho usato assoluti neppure io se ci fai caso, pur necessariamente generalizzando. Il succo voleva essere che il genio viene fuori anche (e forse soprattutto) nella costrizione, mentre la totale libertà espressiva non è automaticamente uno sdoganamento dal dozzinale e dall’insulso. Ho anch’io i miei eroi del presente 😉

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