IL MISTERO…

_MG_6251Un ponte del lungotevere mi inventa un mondo interiore.

Tre soggetti in questa foto,l’uomo in fondo,il cane e chi guarda.Una luce in fondo al tunnel e una luce dietro chi guarda.Un graffito sul muro che indica la presenza umana.

Se dovessi descrivere questa immagine direi che c’è tutto ciò che descrive il nostro essere sulla terra,l’uomo,descritto dalla figura in fondo,l’animale che ci guarda e che ci accompagna sempre,la storia descritta dai graffiti e le due luci del mistero,la vita e la morte.Ma c’è di più.L’uomo e girato verso di me che guardo e quindi la sua vita potrebbe essere la luce alle sue spalle e la sua morte quella alle spalle di chi guarda e viceversa…ancora una volta non c’è un cammino reale e non c’è cronologia…e la storia non descrive nulla,sono solo segni da interpretare.

L’uomo è mistero nel mistero e l’unica verità è il mistero stesso.

ALTARE DELLA PATRIA (16-1-2016)

_MG_4530Scendendo dal Campidoglio,mentre ci si incammina verso la parte frontale dell’Altare della Patria,quella che affaccia su via del Corso,in un corridoio per nulla nascosto,se ne stava questo secchio e la sua scopa…Stava li,dietro quell’immenso monumento,sembrava non volersi far vedere ma in realtà era in bella posa,tant’è che l’ho fotografato mentre camminavo.

Ogni volta che fotografo questa città non riesco a vederne la grandezza,noto una città stuprata,violentata…come se la sua magnificenza,come se l’immensa Arte in lei racchiusa,si trasformi sempre più nel trucco che indossa una prostituta per andare a lavoro la notte.In ogni angolo trovi degrado,incompletezza,scostanza…una città che si è arresa al potere.L’Altare della Patria,in tutta la sua magnifica maestosità non ha nascosto questo secchio dell’immondizia,non perché io fossi attento,ma perché tutto il marciume nascosto sotto il tappeto della città eterna,tutto l’olezzo di un potere corrotto che succhia l’anima a questo pezzo di storia,non può non mostrarsi.

Roma esiste dell’ipocrisia di chi non ne sa vedere la bellezza ma ne usa lo sfarzo per nasconderne l’unica verità.Una città che ha fatto della sua bellezza la sua morte,come la prostituta che usa il suo corpo per essere stuprata..

Dopo però mi ricordo che tutto questo non esiste,che il potere è solo una maschera che nasconde il reale…e allora vedo che anche questo secchio con la sua scopa hanno il loro senso,anche loro possono far parte di una fotografia armonica..Allora mi ricordo che Roma e la sua storia non sono importanti,quello che conta è il reale…e per me questo secchio con la sua scopa sono reali…molto più di un Altare che sembra gonfiarsi tronfio in mezzo alla città a raccontare di confini che non esistono e di una grandezza fasulla come il potere che ne tesse le lodi.

 

 

BUON ANNO…

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Scambiamo la vita per un cammino,come se andasse da una parte all’altra di un qualcosa,ma quando ti ritrovi a vivere realmente capisci che non esiste percorso e nemmeno un cammino,piuttosto un abisso multidimensionale.
Molti non lo vedono perché hanno paura di tuffarsi,forse credono di poter scegliere ma in fondo non c’è nessun rischio,che tu lo veda o no l’abisso ti contiene comunque…la differenza sta tra volare,cadere…o farsi trasportare dal vento…
BUON ANNO…

L’OBIETTIVO…NON È OBIETTIVO

Che parola straordinaria.L’obiettivo è sia la lente che va davanti alla macchina fotografica sia uno scopo.Ma è ancora di più,è la falsa idea che si possa essere oggettivi quando si fotografa.Ma un obiettivo,sia che si tratti della lente sia che si tratti di uno scopo,sarà sempre personale.
Quando non sapete quale obiettivo acquistare non è una questione economica,è solo che non avete uno scopo…non potete comprare un obiettivo senza avere un obiettivo,se lo fate crederete che io mezzo possa sostituire il fine.

TORNARE A STAMPARE….

Tutti sappiamo che il mondo del digitale,tra le varie rivoluzioni che ha portato nel mondo della fotografia,ha portato con se anche la “quasi” fine della stampa su carta.

Quello che al tempo della pellicola era la naturale conclusione di un processo legato alla fotografia (la stampa appunto) col digitale è divenuta una scelta arbitraria dell’utente finale dell’immagine.Naturalmente un mondo che non fa altro che correre e consumare tutto in fretta e furia non può che fruire dell’immagine veloce;cosa di meglio se non lo schermo di un pc o di un telefonino?

Il fatto poi di potere postprodurre con dei semplici plug in le proprie foto,ha trasformato tutti in artisti delle proprie immagini che in un tempo che non supera i 120 secondi fa passare l’immagine dallo scatto al web nelle forme dei più svariati social network.

Non voglio fare però il solito discorso malinconico e ricordare con tristezza i tempi in cui c’era l’emozione di andare a ritirare le foto dal fotografo per vedere il vero risultato dei nostri scatti,io sono figlio del digitale e quindi sarei anche fuori luogo nel metterla su questo piano.Tra l’altro non sono nemmeno uno che crede che tutto quello che accade oggi sia sbagliato o senza senso,o comunque questa presunta superficialità è da far ricadere sull’uomo e non sul mezzo che si usa.Detto questo però,avendo io acquistato una stampante piuttosto valida,ho da poco riassaporato il gusto di vedere sulla carta le immagini che scatto.Non che non lo facessi più,ma il fatto di controllare il processo di stampa senza passare per un laboratorio ed avere un risultato piacevole mi ha fatto riflettere su quanto si perda della fotografia quando si toglie il processo finale della stampa.

Prima di tutto si deve far collaborare il mondo digitale col mondo della materia cartacea,cosa per nulla semplice,infatti ciò che si vede sullo schermo non corrisponde mai a ciò che viene stampato per migliaia di motivazioni legate alle diverse fisicità dei supporti digitali e analogici in questione….ma il concetto che mi preme esprimere non è di ordine tecnico ma di ordine animico:

Portare un’immagine digitale su carta è anche oggi,nonostante le innovazioni tecnologiche,la reale conclusione del processo fotografico.Potrebbe non sembrare così dal momento che il mondo del lavoro piuttosto che dell’amatore sembrano prescindere da questo passaggio ma io la penso diversamente.Solo quando tocchi con mano la tua stampa sai che il processo è finito.Noi stiamo semplicemente attraversando un periodo di transizione in cui il fatiscente prova a sostituire il reale ma non durerà,la realtà ha sempre vinto nel mondo.E anche se nei prossimi anni la stampa tenderà a sparire,non credo accadrà mai in maniera definitiva,l’uomo è fatto di materia e se perde il suo contatto con la materia termina di essere uomo,almeno in questa forma.Non si può prescinder da questo.Nei prossimi anni se sparirà la stampa sparirà qualcosa di molto più grande:

Il senso del tatto,dell’olfatto dell’udito e perché no,del sapore legato a qualcosa di fisico,non può essere sostituito dal solo senso della vista e la fotografia coinvolge tutti i sensi…non solo la vista.

Quindi stampate le vostre immagini e vi renderete conto che nel momento in cui toccate con mano la vostra opera,solo in quel momento sarà veramente viva…