FOTOGRAFARE E’ COME FARSI GUARDARE NEGLI OCCHI (video stupendo)

Mostrare una nostra fotografia è come permettere a qualcuno di guardarci negli occhi…andando in profondità a volte abissali…..Fate vedere le vostre foto,guardiamoci negli occhi

QUANTO E’ PERSONALE UNA FOTOGRAFIA?

Quando la fotografia ti accompagna per qualche anno nel cammino della vita,ti accorgi che cambia insieme a te.Forse è più esatto dire che i cambiamenti che noi facciamo nel percorso della vita ci portano a vedere le cose in modo diverso e,per chi fotografa con costanza,la fotografia è un modo di vedere il mondo.

Io credo che non esista nulla di impersonale,l’uomo non è in grado di non mettere se stesso nelle cose e quando evita di farlo sta semplicemente restringendo la sua possibilità di vivere pienamente.Credo che anche la persona più arida,la più sciocca e la più insensibile,per quanto cerchi di essere distaccata,comunque mette del suo nelle cose.

La fotografia non può che essere “personale” da questo punto di vista ma intendiamoci:Non si tratta di un qualcosa che abbia significato solo per noi ma,piuttosto,di un qualcosa di talmente personale e vitale che ci lega per forza agli altri.Ogni immagine che scattiamo e che mostriamo in un modo o nell’altro avrà la sua forza attrattiva.Quindi invito tutti a stare attenti quando si crede che si possa fotografare solo  per se stessi perché è una contraddizione troppo forte da sopportare che ci porterà lontano da noi e dalla fotografia.L’unico modo che abbiamo di fare qualcosa per noi stessi è includere l’altro nel nostro cammino.La vita è sempre relazione anche se a volte potrebbe non sembrare così.

Chi fotografa mostra il suo sguardo,qualcosa di profondamente personale,sarà per questo che esistono tante gelosie,tanti contrasti,tanta presunzione,tanto vittimismo,tanta suscettibilità che circonda il mondo dell’immagine fotografica.Puoi incontrare il fotografo che si sente un dio e che dispensa saggezza a tutti;puoi incontrare il fotografo remissivo che è terrorizzato all’idea di mostrare le sue foto,puoi incontrare il fotografo silenzioso,che mostra le sue immagini e non si esprime mai.

La verità è che fotografare,che noi lo vogliamo o no,mette in gioco molto di più che la nostra capacità tecnica di accoppiare tempo e diaframmi,fotografare è mostrarsi e mentre ci si mostra agli altri si scopre qualcosa di noi.Non puoi fotografare veramente se non impari a gestire il tuo ego,la tua presunzione e il tuo vittimismo…Non sempre ma spesso chi smette di fotografare non lo fa perché la sua passione si è smorzata ma perché ha smesso di voler guardare il mondo attraverso se stesso.

 

OSSERVAZIONI SU QUESTE OSSERVAZIONI DI OLIVIERO TOSCANI

Ascoltando le parole di Toscani,col quale mi trovo in parte in accordo,mi viene in mente un costume distruttivo che stiamo assumendo e che nega,a parere mio,l’essenza stessa di cui siamo fatti.
Va bene l’autore e il suo ego con la sua voglia di esprimersi e di firmare le proprie creazioni,che si tratti di fotografia o di un romanzo,ma perché definire “masturbazioni estetiche” immagini che vogliono solo onorare la bellezza?
Credo che nella bellezza esista una profondità sconfinata e i significati che si possono trovare in un tramonto o nel semplice sorriso di un bambino,se ritratti con l’anima,abbiano un significato così forte,profondo e ancestrale,che va ben al di là di quello che un autore può manifestare solo attraverso la sua mente.
Noi siamo fatti di perfezione e bellezza e,anche se il più delle volte non siamo all’altezza di nessuna delle due qualità citate,questo non toglie che la bellezza è parte di noi e che ci influenza.
Un mondo che vuole parlare solo dei suoi tempi e di se stesso dimentica che,rispetto ai milioni di anni in cui tutto quello che è accaduto ci ha portato qui oggi,quello che noi possiamo dire è un granello di polvere di un granello di polvere di un granello di polvere rispetto all’esistenza vista nella sua totalità.
Ma noi possiamo essere anche infiniti e fuori dal tempo ogni volta che ci ricordiamo delle leggi universali che ci governano.La bellezza è una di queste.
Cercate di fotografare bellezza e quella bellezza farà parte di voi

INSEGNARE (fotografia)…SEGNARE DENTRO

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Un grande saggio soleva dire che non era possibile salire un gradino più in alto verso la saggezza se non si era fatto in modo di aiutare qualcuno a salire sul gradino che ci si stava lasciando dietro.Come se nella saggezza fosse implicito l’insegnamento all’altro.

Queste parole che al giorno d’oggi possono sembrare poco più di un delirio “new age” in realtà sono leggi alle quali non ci si può esimere dal rispondere;così come è implicito nella parola “in-segnare” che si sta segnando qualcosa dentro di noi.

Mentre spieghiamo all’altro impariamo.L’altro,l’allievo,è la superficie sulla quale ci riflettiamo per mettere sul campo quel che crediamo di sapere.

Ogni insegnate dovrebbe essere consapevole di questo meccanismo.L’allievo imparerà veramente quando insegnerà all’altro.Il vero allievo impara ad insegnare,il vero insegnante fa lo stesso.

L’immagine fotografica è l’emblema di questo meccanismo.L’immagine che scattiamo,una volta stampata e osservata,ci spiegherà cosa abbiamo visto di noi;ce lo spiegherà scendendo a diversi livelli di profondità.Ogni volta che guarderemo quell’immagine ci dirà cose nuove perché ogni volta che la guarderemo non saremo mai gli stessi.

Ecco perché la fotografia è magica,perché è uno specchio in cui continuamente ci “insegniamo”.

Ecco che quella sagoma nera che ho fotografato,nell’immagine qui sopra,non rappresenta altro che me nel vento della vita…

 

 

FOTOGRAFARE LA REALTA’

Vi sembrerà assurdo ma questa scena di “Matrix” spiega perfettamente cosa sia la fotografia,almeno dal mio punto di vista.

“non cercare di piegare il cucchiaio,è impossibile” “NON CERCARE DI FOTOGRAFARE LA REALTA’,E’ IMPOSSIBILE”

“cerca di fare l’unica cosa saggia,giungere alla verità,che il cucchiaio non esiste” “CERCA DI FARE L’UNICA COSA SAGGIA,GIUNGERE ALLA VERITA’,CHE I TUOI OCCHI CREANO QUELLO CHE VEDONO”

“allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi ma tu stesso” “ALLORA TI ACCORGERAI CHE L’UNICA COSA REALE CHE PUOI FARE E’ FOTOGRAFARE TE STESSO ATTRAVERSO LO SPECCHIO DI QUELLO CHE CREDI DI VEDERE”