LA VITA DEL FOTOGRAFO…


Ieri sera,durante la penultima lezione del corso di fotografia di quest’anno,abbiamo visto due video di due fotografi famosi.Da una parte Gianni Berengo Gardin e il suo approccio reportagistico e documentaristico alla fotografia,e dall’altra Mimmo Jodice col suo approccio filosofico e artistico.
Naturalmente alcuni hanno preferito l’uno piuttosto che l’altro ma quello che mi interessava trasmettere era come un fotografo vive il suo rapporto con la fotografia.
Tra gli amatori ci sono dei falsi miti legati all’idea,per esempio,che l’attrezzatura sia un qualcosa di fondamentale e passano la vita alla ricerca dell’ottica perfetta.In tanti video di grandi fotografi visti,non ho mai sentito nessuno parlare di attrezzatura ma sempre di pensiero legato alla fotografia.Tra l’altro l’idea che si possa fare fotografia senza un pensiero alla base è un’altra idea distorta.Ogni fotografo,che approcciasse in maniera artistica o meno alla fotografia,nasce da un pensiero e da un bisogno di raccontare qualcosa.Filosofia e fotografia sono legate da un filo imprescindibile.Il fotografo è prima di tutto uno che guarda,poi uno che pensa e sente,poi uno che fotografa.Nessun grande fotografo andrà mai a farsi la passeggiata a Roma per fotografare Fontana di Trevi,a meno che non gli venga commissionato un lavoro.
Il mio consiglio a tutti quelli che vogliono veramente entrare in contatto con la fotografia è quello di vedere molte fotografie famose,farsi una cultura fotografica,leggere di fotografia,vedersi video e soprattuto formarsi un proprio pensiero…Basta una macchina e un’obiettivo per girare il mondo se hai un’idea…non bastano milioni di attrezzature e un ottima tecnica se non hai nulla da dire.
Vi lego il link di un grande fotografo da cui traggo grande ispirazione…ma senza volere influenzare nessuno,solo per cominciare a capire.

PERCHE’ FOTOGRAFIAMO?

Ultimamente sul mio gruppo Facebook ho chiesto agli allievi del corso si accompagnare le foto che vengono postate con il “perché” di quella immagine.Magari accompagnandola con la spiegazione delle scelte tecniche e dei metadati.Qualcuno mi ha fatto giustamente notare che una fotografia dovrebbe parlare da sola,non dovrebbe avere una spiegazione scritta o comunque ognuno potrebbe avere un’interpretazione che non corrisponde a quella dell’autore.Vero anche questo.Io però credo che bisogna rilanciare il senso delle cose che si fanno e che,almeno all’inizio per i ragazzi che stanno imparando la fotografia da me,sia importante trasferire oltre al bagaglio tecnico,anche il senso di quello che si fa.

Parlavamo ieri a fine lezione di questo fatto e io dicevo loro che a volte uno dimentica o non si domanda proprio perché fotografa,questo fa si che qualcosa che comincia come una passione autentica,nel tempo si affievolisce o tende a diventare una gara tecnica legata alla nitidezza o alla qualità dell’ottica.Migliaia di fotoamatori ogni giorno passano ore a parlare di ottiche di svariate marche o della capacità di reggere gli alti iso delle reflex.Nemmeno un tecnico pagato dalla casa produttrice ne parla così tanto o con questa verve e,mentre si fa a gara di nitidezza,ci si scorda il senso della fotografia.Ecco che si vedono volte celesti esposte perfettamente,hdr stupefacenti,modelle scontornate dal controluce,ma non si vede una fotografia.Nessuno che sappia dire qualcosa che non si stato già detto da altri.Questo succede perché non ci si è mai chiesto il perché si fotografa.

Quando uno prende una reflex e scatta lo fa per esprimere un concetto,per una visione,per un racconto,per una poesia,anche per un bisogno…ma non lo fa mai,almeno all’inizio,per specchiarsi nella sua bravura.E’ quello il momento importante,è li che si gioca tutto.Quando si comincia si deve dare un senso e una direzione a ciò che si fa,poi il senso e la direzione cambieranno col tempo,ma la domanda rimarrà.

Chiedo ai miei allievi di dirmi il “perché” altrimenti quello che si fotografa non ha un senso.A volte il perché arriva prima dello scatto,a volte arriva dopo…ma esiste,nascosto nelle profondità di un’immagine nata per comunicare e creare.

A tutti gli amatori,masturbatoti di tecnica e attrezzatura dico:

A masturbarsi si diventa ciechi e la cecità non aiuta la fotografia…non specchiatevi in una gamma tonale ampia,semmai cercate una profondità di veduta…

LA SCELTA IN FOTOGRAFIA…

Ieri sera guardavo un video intervista a Mimmo Jodice,un fotografo famoso che personalmente mi piace molto.Fotografa ancora a pellicola e durante l’intervista stava svolgendo la selezione dei negativi per la scelta definitiva della foto da stampare.Spiegava il fatto,tanto importante quanto trascurato,in base al quale lui sarebbe diventato il vero autore della foto solo quando avesse effettuato la scelta della stessa rispetto a una serie di scatti simili che aveva eseguito.Questo,detto con parole diverse,significa che la fotografia è sempre una scelta:

Si sceglie quando si monta un’ottica piuttosto che un’altra,si sceglie quando si decidono i parametri di esposizione,si sceglie quando si inquadra,si sceglie quando si scatta,si sceglie quando si seleziona l’immagine tra i diversi scatti,si sceglie quando la si postproduce,si sceglie quando la si stampa.Solo dopo questo lungo percorso di scelta noi diventiamo gli autori della fotografia che finalmente vive.

Capite bene quanto sia riduttivo credere di fare delle foto scattandole solamente; è come credere di essere autori di un libro perché abbiamo scritto il titolo.

L’importanza della fase della scelta è tutto in fotografia.La scelta può essere pensata,colta nell’istante,ricercata ma comunque è una scelta.Togliere e scegliere sono concetti che viaggiano sempre insieme in fotografia.Il fotografo ritaglia porzioni di realtà che abbiano un’armonia,e lo fa quando scatta allo stesso modo di come lo fa quando seleziona lo scatto o quando lo postproduce.

E’ per questo che una foto indecisa non sarà mai una buona foto.La fotografia ci costringe a scegliere e a mostrare le nostre scelte;Io la chiamerei anche “responsabilità” un concetto  oggigiorno desueto ma fondamentale

Nella vita,come nella fotografia,se non si è in grado di scegliere è perché non si è abbastanza maturi per assumersi le responsabilità della nostra visione della stessa.

 

ABBRACCIARE LA FOTOGRAFIA TOTALMENTE

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Imparate una cosa fondamentale.
Se volete avere il diritto di fotografare gli altri dovete essere disponibili a farvi fotografare.La fotografia non è una strada a senso unico,se la volete abbracciare veramente,fatelo totalmente.
Non è un problema della fotografia se non vi piacete,piuttosto il vostro….Anzi,la fotografia vi aiuta a essere meno pesanti con voi e con gli altri….Le parole d’ordine sono: PROFONDITÀ DI VEDUTA E LEGGEREZZA D’ANIMO..
Buone foto….

Ne approfitto per mettere una ritratto che mi ha fatto la mia amica Rita…Grazie

LE FOTO DELLA PRIMA USCITA FOTOGRAFICA (niente male)

Ecco alcune immagini scattate dai miei allievi nella prima uscita fotografica di domenica scorsa…Niente male direi..Bravi Ragazzi,continuate così



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