ABBRACCIARE LA FOTOGRAFIA TOTALMENTE

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Imparate una cosa fondamentale.
Se volete avere il diritto di fotografare gli altri dovete essere disponibili a farvi fotografare.La fotografia non è una strada a senso unico,se la volete abbracciare veramente,fatelo totalmente.
Non è un problema della fotografia se non vi piacete,piuttosto il vostro….Anzi,la fotografia vi aiuta a essere meno pesanti con voi e con gli altri….Le parole d’ordine sono: PROFONDITÀ DI VEDUTA E LEGGEREZZA D’ANIMO..
Buone foto….

Ne approfitto per mettere una ritratto che mi ha fatto la mia amica Rita…Grazie

QUANTO E’ PERSONALE UNA FOTOGRAFIA?

Quando la fotografia ti accompagna per qualche anno nel cammino della vita,ti accorgi che cambia insieme a te.Forse è più esatto dire che i cambiamenti che noi facciamo nel percorso della vita ci portano a vedere le cose in modo diverso e,per chi fotografa con costanza,la fotografia è un modo di vedere il mondo.

Io credo che non esista nulla di impersonale,l’uomo non è in grado di non mettere se stesso nelle cose e quando evita di farlo sta semplicemente restringendo la sua possibilità di vivere pienamente.Credo che anche la persona più arida,la più sciocca e la più insensibile,per quanto cerchi di essere distaccata,comunque mette del suo nelle cose.

La fotografia non può che essere “personale” da questo punto di vista ma intendiamoci:Non si tratta di un qualcosa che abbia significato solo per noi ma,piuttosto,di un qualcosa di talmente personale e vitale che ci lega per forza agli altri.Ogni immagine che scattiamo e che mostriamo in un modo o nell’altro avrà la sua forza attrattiva.Quindi invito tutti a stare attenti quando si crede che si possa fotografare solo  per se stessi perché è una contraddizione troppo forte da sopportare che ci porterà lontano da noi e dalla fotografia.L’unico modo che abbiamo di fare qualcosa per noi stessi è includere l’altro nel nostro cammino.La vita è sempre relazione anche se a volte potrebbe non sembrare così.

Chi fotografa mostra il suo sguardo,qualcosa di profondamente personale,sarà per questo che esistono tante gelosie,tanti contrasti,tanta presunzione,tanto vittimismo,tanta suscettibilità che circonda il mondo dell’immagine fotografica.Puoi incontrare il fotografo che si sente un dio e che dispensa saggezza a tutti;puoi incontrare il fotografo remissivo che è terrorizzato all’idea di mostrare le sue foto,puoi incontrare il fotografo silenzioso,che mostra le sue immagini e non si esprime mai.

La verità è che fotografare,che noi lo vogliamo o no,mette in gioco molto di più che la nostra capacità tecnica di accoppiare tempo e diaframmi,fotografare è mostrarsi e mentre ci si mostra agli altri si scopre qualcosa di noi.Non puoi fotografare veramente se non impari a gestire il tuo ego,la tua presunzione e il tuo vittimismo…Non sempre ma spesso chi smette di fotografare non lo fa perché la sua passione si è smorzata ma perché ha smesso di voler guardare il mondo attraverso se stesso.

 

FOTOGRAFARE E’ SAPER GUARDARE….VEDERE…POI SENTIRE…(dedicata ai miei allievi)

Ci sono diversi livelli di comprensione dell’immagine così come ci sono diversi livelli di comprensione di un qualsiasi linguaggio la cui funzione principale è la comunicazione.
La fotografia,legata a una immagine che apparentemente sembra restituire quello che vede l’occhio,porta con se i vantaggi e gli svantaggi di questa idea preconcetta.
Perché parlo di idea preconcetta? Perché il fatto che la fotografia restituisca l’immagine alla stessa maniera di come l’occhio la vede è una falsità che comunque è presa per vera.Forse l’idea che basti fare un click su un bottone ( o su uno schermo touch) per vedere magicamente comparire una foto sul display del nostro cellulare ci fa credere che sia così:Nulla di più falso.
Tanto per cominciare ognuno di noi vede le cose in maniera diversa per una serie innumerevoli di fattori: La forme e il colore dell’occhio,la capacità di percepire la luce,l’educazione e l’aspetto psicologico,la capacità di attenzione e innumerevoli altri aspetti.Basti pensare che un daltonico potrebbe non sapere mai che il viola corrisponde a una tonalità diversa da quello che vede un’altro se non si trovasse una volta a discutere con qualcuno sulla diversa tonalità tra viola e blu (che per il daltonico sono lo stesso colore).Tra l’altro ogni tonalità di colore è una convenzione tanto è vero che esiste una tabella numerica di riferimento internazionale che descrive i colori utilizzando un piano cartesiano.Basta guardare con attenzione un albero(che ognuno di noi crede di vedere verde) per notare che esistono milioni di sfumature all’interno delle sue fronde che vanno dal verde scuro fino al marrone.Tutto questo per dire che credere che la fotografia riporti la realtà per come la vediamo significa non sapere bene né cosa si intende per fotografia né cosa si intende per realtà.
La prima cosa che dovrebbe imparare una persona che si avvicina alla fotografia dovrebbe essere “imparare a guardarsi intorno”. La fotografia è “estrapolare Armonia” da una realtà solo apparentemente caotica.Quando si racchiude un’immagine in un fotogramma (quadrato o rettangolare che sia) non si fa altro che cercare armonia di forme colori e sensazioni all’interno dello stesso.Ma se noi non sappiamo guardare con i nostri occhi come pretendiamo di verde attraverso l’interpretazione di una reflex?
Uno degli esercizi più importanti nell’imparare la fotografia è la capacità di selezionare le proprie immagini.Quando si selezionano le immagini migliori all’interno di una serie di scatti in realtà si sta fotografando di nuovo.Così come si fa una scelta di tagliare delle parti della realtà nel momento in cui si fotografa,allo stesso modo si fa una scelta analoga quando si scartano delle fotografie e se ne scelgono altre.Si fotografa di nuovo anche al momento della postproduzione,quando si illuminano delle zone,se ne scuriscono delle altre,magari si rifila la foto o la si reinquadra meglio.
Ecco che dopo avere posto attenzione sugli elementi che vi ho descritto forse qualcuno comincerà ad avere dei seri dubbi sulla relazione diretta tra fotografia e realtà.Non ho nemmeno parlato della focale delle ottiche per non complicare eccessivamente l’articolo ma ogni focale vede la stessa immagine in maniera diversa e il nostro occhio può vedere solo attraverso una focale a differenza di una reflex che può cambiare obiettivo.

Le tre fasi della fotografia sono GUARDARE con curiosità finche a un certo punto qualcosa ci attrae e abbiamo la sensazione di VEDERE;come se il livello di osservazione fosse passato a un livello superiore;quello è il momento giusto per scattare..Poi accade il terzo livello e normalmente si attiva dopo che si fotografa da un po’ di tempo,il SENTIRE.La terza fase è la fase in cui noi e la fotografia diventiamo inseparabili.Non è più l’occhio a vedere l’immagine ma è il nostro essere che vede da FOTOGRAFO.Anche se non hai la reflex,anche se sei con gli amici,anche se stai facendo altro,c’è una parte di te che fotografa l’armonia della realtà in continuazione.La fase del SENTIRE è il vero vedere.
E’ chiaro che in questo percorso dobbiamo per prima cosa gettare nel cestino del NON RICICLABILE la banalità.Ma non parlo di capacità tecnica di fotografare ma di capacità di vedere.Ci sono foto sbagliate con una visione e foto perfette che non vedono niente.
Ai miei allievi dico:” NON PREOCCUPATEVI DI FARE UN MOSSO,QUELLO PRIMA O POI LO CORREGGERETE,PREOCCUPATEVI DI SAPER GUARDARE PERCHE’ QUELLA E’ UNA QUALITA’ CHE,SE NON ALLENATA,POTREBBE NON APPARTENERVI MAI.