LA DERIVA FOTOGRAFICA

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FOTOGRAFIA DI JAMES NACHTWEY:

Cosi come proviamo piacere immediato davanti a foto esteticamente appaganti, allo stesso modo proviamo un senso di repulsione o di dolore davanti a foto che sono esteticamente repellenti.
Appagamento e repulsione vivono nello stesso spazio e sono entrambi figli dell’emozione che per sua natura arriva a prescindere da noi. Sospendere il giudizio e osservare la fotografia come forma, è qualcosa che ci aiuta a entrare nell’oggetto con un giudizio diverso: non con il giudizio dettato dal pregiudizio estetico e morale, ma con la nostra forma nella forma della foto. Ecco perché questa immagine è una fotografia, perché non ha niente a che vedere con l’atto di violenza subito da questo viso, ma allo stesso tempo ha tutto a che vedere con l’atto di violenza subito da questo viso. Impariamo a distinguere il nostro dispiacere dal giudizio morale: dovendo giudicare l’oggetto della foto con razionalità, noi possiamo dire solo che non ne sappiamo nulla;  ma se la forma di quei segni si sovrappone alla nostra, allora avremo una percezione di verità. Al di la di questo il nostro sguardo sarà un mero riflesso che ci collocherà esattamente li dove il sistema vuole che ci collochiamo, nella deriva ipocrita moralistica. Ecco il pericolo della fotografia sociale, quella di confondere lo sguardo imposto con non nostro vedere…
il vedere sarà nostro solo nella forma… qui di sostanza non ce n’é …
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