LA SEMPLICITA’ DI NON MANGIARE (Burkina 15-8-2016)

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L’altra sera parlavo con Alina e lei mi diceva che se avesse dovuto descrivere questa parte dell’Africa con una sola parola sarebbe stata la parola “condividere”. La mia permanenza qui dura da pochi giorni e quindi non credo di avere sviscerato il posto quanto Alina e Flavian ma io utilizzerei una parola diversa, la parola “semplicità”.

La semplicità non è un concetto semplice sopratutto per un italiano dove tutto è diventato enormemente complesso in funzione del nulla che in una parola si chiama “burocrazia”.

Qui se c’è un pezzo di terra libero costruisci una casa e utilizzi lo spazio davanti a te per coltivare, nessuno arriva a dirti che hai rubato. Se devi vendere delle cose al mercato ti carichi la tua moto, arrivi, piazzi un lenzuolo a terra e vendi. Ma la semplicità non è solo in una burocrazia praticamente assente, ma nel modo di affrontare la vita, qui nessuno si lamenta e tutti si danno da fare ma anche l’ozio (sopratutto per gli uomini questo va riconosciuto) non è mal visto.

Passeggiando puoi incontrare intere famiglie all’ombra di albero intente a fare “niente” , un niente utile all’esistenza e alla socialità, non un niente che corrisponde al nulla.

La semplicità raggiunge anche picchi per noi impensabili, a volte la loro vita semplice corrisponde anche al non mangiare o al mangiare per giorni la stessa cosa riscaldata…

Una cosa per noi italiani inimmaginabile è che i Burkinabè non si lamentano mai, magari hanno l’inferno a casa, magari non mangiano da giorni ma risponderanno sempre al saluto con un sorriso e con il loro “ va bene, tutto bene”.

L’altro giorno erano le 4 del pomeriggio, una ragazza viene a trovare Alina e Flavian, parlano un po’ in francese e poi Alina le prepara un piatto da mangiare. Al che dico ad Alina cosa sarebbe accaduto se non avesse mangiato da lei, e Alina mi ha risposto “ Non avrebbe mangiato”.

Un paese lontano anni luce dal nostro dove la parola “scontato” assume significati altri…

Per noi mangiare tre pasti al giorno è scontato, nella semplicità di Koubrì non è detto che tu abbia da mangiare sulla tavola all’ora stabilita… magari riflettiamoci nell’abbuffata del Ferragosto. Auguri.

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